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“Da Freud a Santiago”, alla riscoperta della tolleranza e della diversità insieme a Claudia Righetti

Arte, Cultura & Società

MODENA – Claudia Righetti è una psicologa del lavoro e consulente formatrice del lavoro in ambito pubblico e privato, oltre che psicoterapeuta specializzata in gestione dei conflitti. Nel 2019 intraprende il Cammino di Santiago a seguito del quale scrive “Da Freud a Santiago”, il libro dove racconta la sua esperienza di pellegrina alla ricerca di sé stessa.

«L’idea di scrivere “Da Freud a Santiago” mi è venuta durante il lockdown della scorsa primavera» ha esordito Claudia, spiegando i motivi che l’hanno portata a pubblicare un libro come quello relativo al suo cammino di Santiago. «In un momento molto particolare, come quello che abbiamo vissuto pochi mesi fa, ho trovato il raccoglimento giusto per riordinare le idee e rivivere quei momenti di autentica gioia – spiega – per dar sfogo alla mia resilienza ovvero alla mia voglia di risalire e di rialzarmi dopo la spaventosa caduta professionale e sociale dovuta all’epidemia». Infatti, per Claudia, il cammino è stata un’esperienza che è andata ben oltre l’aspetto tecnico e momentaneo del viaggio, ma è si è rivelata appunto una vera e propria metafora di vita, come lei stessa ha raccontato illustrando le motivazioni che l’avevano spinta a partire: «partire per Santiago non è stata una decisione facile e veloce, ci ho impiegato sette anni per decidere e alla fine nel 2019 sono partita. Ero in un momento di forte disorientamento e avevo bisogno di ritrovarmi, non a caso da psicoterapeuta posso dire che il cammino per me sia stato soprattutto un vero viaggio dentro me stessa». Il viaggio, la strada, la fatica sono tutte tematiche chiave per comprendere la sua esperienza ed ottime chiavi di lettura del suo libro, ma forse il tema dello “zaino” lo è più di tutte le altre. Oggetto fondamentale per ogni viaggiatore lo zaino nella lettura di Claudia rappresenta l’essenzialità materiale e spirituale che rende la vita del pellegrino più ricca rispetto a chiunque altro. «Lo zaino mi ha costretta ha fare delle scelte, a volte molto sofferte, ma essenziali per la buona riuscita del cammino. – ha raccontato – Esso ha rappresentato la salvezza ma anche la sofferenza durante il viaggio e mi ha fatto riscoprire il valore della tolleranza». Colpita da un’omelia di presbitero a Roncisvalle, che racconta nelle pagine bellissime della “Lezione di Roncisvalle”, Claudia ci ha spiegato come il valore dello zaino, inteso come croce che ti redime e che ti costringe ad accettare anche le cose che più mettono alla prova, in quanto essenziali per la buona riuscita dei nostri obiettivi.
In conclusione, si è soffermata sui progetti futuri e sugli incontri che ha fatto nel corso del suo lungo cammino, dove ha conosciuto «persone fantastiche, varie e diversissime tra loro, le quali non badavano a che ruolo sociale avessi, ma che semplicemente volevano conoscerti per accompagnarti e per aiutarti a portare la tua croce fino a destinazione. Questo per me è stato l’insegnamento più grande». Per quanto riguarda il futuro, invece, Claudia ci ha confessato di voler ripartire quanto prima, coinvolgendo uomini e donne in un progetto che vuole ridare benessere alle persone attraverso la connessione con la natura. Difatti, ha colto l’occasione per annunciare che tra maggio e giugno 2021 ripartirà sempre per Santiago, questa volta non da sola ma in compagnia di altri cinque manager che hanno deciso di intraprendere il cammino insieme a lei per rivalutare risorse come appunto la tolleranza e la diversità, ormai sempre più richieste in ogni settore lavorativo della nostra società.

Prossimo appuntamento: “Fuori Campo alle 11” ritornerà domenica 21 febbraio 2021 con nuovi ospiti, che potrete seguire come di consueto in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’associazione.


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