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Roma. Mai un vigile a Colli Aniene

Lazio

 

Renato Pierri

Tutto preso dal suo cellulare, gironzolava non dentro l’area cani, ma intorno all’area cani, col suo di cane, un bulldog bianco, senza guinzaglio e senza museruola. 

Mi ha abbaiato contro, l’animale (il cane, non il padrone), mi sono allontanato in fretta, con un po’ di timore, mentre l’intelligentissimo (il padrone, non il cane) continuava tranquillo a smanettare sul cellulare. Se qualche volta, non dico tutti i giorni, ma anche un giorno qualsiasi della settimana, un giorno solo, anche un’ora sola, si vedesse un vigile urbano nel quartiere di Colli Aniene, a Roma, forse ci sarebbe in giro qualche mentecatto in meno, ci sarebbe qualche furto in meno, qualche scippo in meno, e forse, chissà, il vigile potrebbe anche accorgersi che molte strade del quartiere sono impraticabili, a causa dell’asfalto dissestato, delle buche e delle voragini. E se camminasse sui marciapiedi, forse si accorgerebbe che anche questi sono impraticabili a causa della pavimentazione sconquassata e delle erbacce.

A proposito di erbacce, le chiamano così, in senso dispregiativo, ma spesso sono belle, allegre. Persino oleandri spontanei riescono a crescere e a fiorire sui bordi dei marciapiedi. Belli, ma non è il loro posto.

Renato Pierri

 
 
 

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