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Solidarieta’ a Giorgia Meloni

Basilicata

“Un campione”,  il professore  Giovanni Gozzini che dietro uno schermo di una radio si è permesso di offendere Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli D’Italia, con parole sessiste che lasciano segni indelebili e sono come lame invisibili che dilaniano l’anima. Un”  portento”, dotato di una vigliaccheria unica che, nascondendosi dietro uno schermo ha  offeso l’altra metà del cielo trasformandosi dal Dott. Jekyll  in mister Hide per sfogare la sua  frustrazione,la sua rabbia e la sua cattiveria gratuita impersonando il mito del superuomo, senza capire che, in questo modo, si palesa come  “ essere”spregevole ed infame.

Chi sfoga il suo livore contro un altro essere umano, specialmente contro una Donna, non si può definire un Uomo con la U maiuscola, ma una persona viscida, labile mentalmente e con un mix letale composto da mancanza e carenza di autostima ed invidia. Ritengo che  le offese da qualunque persona provengano siano inaccettabili e molto gravi anche perché bisognerebbe avere la sensibilità di comprendere che dietro ogni essere umano c’è una famiglia e molto spesso dei figli che possono leggere e che sono in grado di capire il significato di certe parole o riflessioni.

E sappiamo tutti che nel cuore dei bambini le offese contro i genitori rimangono scolpite nella mente e nell’anima e provocano una ferita incolmabile che, nella vita, riaffiorerà spesso. Altresì ribadisco  che l’utilizzo dei social e dei mezzi di comunicazione  dovrebbero  essere improntati ad una etica di maggiore moralità, visto l’ampia platea di pubblico che rappresentano. Speriamo che si faccia luce sulla questione e che il responsabile di questo vergognoso atto sia punito come la legge imporrebbe.  Non deve rimanere impunito perché si deve   riuscire  a percepire, con un dire “desueto” che una parola ferisce più di una arma, specialmente, se poi, quest’ultima, viene intercettata, oltre che dal destinatario, da giovani menti in crescita!

Infatti un comportamento siffatto denota una rabbia ed una aggressività che non dovrebbe appartenere alla natura umana e che invece in certi personaggi emerge, in modo vigliacco e becero, perché si sentono più disinibiti e protetti da uno schermo che gli offre la possibilità di trattare una vita umana come un oggetto di scherno, di divertimento e di satira politica  dimenticandosi che dietro la tastiera  o un altro mezzo di comunicazione c’è una anima che è dilaniata e ferita da certe parole che sono come macigni e chiodi che spezzano il cuore.

Non meno colpevoli sono coloro che, invece, di fermare questo scempio, a volte, alimentano  queste offese, ben sapendo che chi condivide è complice e non meno colpevole di chi pubblica o commenta in radio.    Auspico, inoltre che si possa, attraverso le autorità competenti, trovare soddisfazione, punendo tutti coloro che utilizzano questi mezzi di comunicazione, anche, per dare così, un segnale che induca altri uomini a non comportarsi in modo così infame e squallido! Il dibattito e confronto politico è diventato, oggi,un vespaio di vipere e serpenti che non amano dialogare, ma solo fare pettegolezzi e offendere chi non condivide lo stesso pensiero ideologico

“La politica è schifosa e fa male alla pelle” cantava Giorgio Gaber nel 1980. Quasi quarant’anni ci separano dall’invettiva di “lo se fossi Dio”,e nel frattempo cos’è cambiato? Poco, per certi versi, ma moltissimo per altri. Io non ero e non sono d’accordo con l’assioma del famoso cantante; perché non è la dottrina o disciplina politica che non appassiona più l’opinione pubblica, ma sono certi rappresentanti e parlamentari della” Cosa Pubblica che palesano e determinano questa carenza e lacuna del popolo nei confronti della vita politica. Da un po’ di tempo a questa parte assistiamo a un inesorabile svilimento della “Cosa Pubblica”, il confronto tra ieri e oggi appare al contempo impietoso e illuminante, sospeso tra bruschi cambi di rotta e inquietanti continuità.. Vicende pubbliche e private si affacciano alla nostra storia politica.

Con lucidità ci addentriamo nelle varie notizie che la stampa ci propina ogni giorno con dovizia di particolari, anche esagerate, alcune prive di fondamento, costruite ad arte dalle varie fazioni avverse e, alcune di cattivo gusto ridicolizzando l’avversario politico e screditando ogni sua iniziativa o legge adottata e messa in atto. Per onestà intellettuale dobbiamo rilevare e constatare che è proprio la “sinistra radical chic ad operare in tal senso. Ad esempio con arroganza e odio gli avversari politici di Giorgia Meloni  la hanno demonizzata  più volte con ingiurie vergognose ed indicibili. . Vergognoso che un professore universitario  in radio  si permetta di apostrofare il leader di Fratelli d’Italia con un verbo becero e sessista. 

Un intervento il suo, che ha dell’incredibile e dell’assurdo proprio perché l’eloquio ingiurioso è stato proferito da un personaggio che dovrebbe essere un educatore. La missione di un insegnante è quella di entrare nel cuore dei ragazzi e instillargli dei sentimenti e soprattutto dei valori, dei principi e una sensibilità, amalgamata,  con una corrispondenza di amorosi sensi che permetta ai discenti di costruirsi e foggiarsi una formazione di adulti consapevoli del proprio ruolo di vero Uomo che opera per il bene della comunità all’interno della società. Insomma aiutarli a diventare dei volti e non delle maschere, maschere che invece  si incontrano  spesso in modo abnorme nella nostra epoca.

Ed invece si continua ad usare toni ed epiteti scurrili   che sfiorano il dileggio e lo sciacallaggio addirittura  nei confronti  di una Donna.  Sono profondamente indignata e addolorata, non solo contro il cosiddetto professore,  ma contro la maggior parte di  coloro, dichiarati emeriti ed illustri colleghi, sia della carta stampata e sia  di

coloro facenti parte dei docenti che   hanno preferito tacere come se fossero addormentati in un lungo letargo oppure hanno scelto e scelgono sempre  la strada più comoda, quella dell’adulazione sul personaggio più in voga del momento. E ’vero che ormai il valore o principio che si chiama: RISPETTO è diventato una perla rara, ma con questo atto estremo si è passata la misura. Infatti un comportamento siffatto denota una rabbia ed un odio che non è insito nella natura umana e che invece in certi personaggi emerge in modo becero, meschino e vigliacco, perché questi “conigli” travestiti da “leoni”, si sentono protetti da uno schermo o da un foglio che gli offre la possibilità di trattare una vita umana come oggetto di scherno dimenticando di essere dotati di un libero arbitrio che permette di non agire per istinto o in maniera impulsiva, ma di ragionare e riflettere per discernere il bene dal male. Colui che ha avuto la fortuna di avere un figlio, sa, per esperienza quanto impegno e dedizione ci voglia per educarlo e fornirgli la chiave esatta che gli possa aprire le porte del mondo. Un mondo dove, però, si devono apprendere i valori e i principi che nella vita conducono alla distinzione della persona.

Il grande Totò recitava:”Signori si nasce e non si diventa”parlando della signorilità d’animo. Quest’ultima si percepisce e si respira in famiglia mettendo in pratica gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, perle di saggezza e maestri di vita. Noto con dispiacere che nel periodo odierno il confronto politico non è più possibile né illuminante; siamo all’interno di un”frullatore” dove si è fatto tabula rasa dell’egemonia culturale riducendo così i nostri mezzi di comunicazione a distrazione di massa. Un percorso politico che ci conduce e ci guida all’interno di un dibattito in cui il ruolo più comodo e redditizio è quello di distruggere con ogni mezzo l’altro per arrivare ad incollarsi sempre di più alla poltrona o ad occuparla.

La mitica frase di Socrate: “So di non sapere”, che palesava l’umiltà, oggi, sembra essere passata di moda;
“Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo.” (Socrate.) Così si esprimeva il nostro grande filosofo Ho voluto citare e riportare di proposito la frase in questione per rammentarla a chi pensa di detenere il primato della verità.
La morale socratica aveva a che fare con la politica: discutendo e ragionando insieme sugli affari della città, i cittadini potevano e possono, anche oggi, così giungere a capire cosa sia il bene comune.

La concezione di Socrate era rivoluzionaria perché cancellava dal campo delle virtù tutti i valori legati alle cose esteriori come la ricchezza, la fama, la potenza .Per il sommo filosofo, la politica seria era quella che parlava ai cittadini, quella costruita e strutturata tra la gente ed in mezzo al popolo e non quella che compie atti di disonestà solo per i propri meri interessi o “vissuta”solo nei “palazzi”agendo con arroganza e superbia. Si deve ed è d’uopo operare ed adoperarsi  affinchè “Caronte” traghetti affermazioni,riflessioni,pensieri e parole, non per convincere gli altri che la nostra idea sia quella giusta, ma per cercare di trovare delle soluzioni comuni per mettere al centro non la politica, ma i cittadini.

Adriana Domeniconi
Presidente ENAC Basilicata
Responsabile Pari Opportunità Movimento Difesa Del Cittadino Basilicata
Dirigente Fratelli D’Italia Basilicata


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