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“Tesi a confronto”  

Ambiente & Salute

L’OPINIONE DI ROBERTO CHIAVARINI

Prof. Umberto veronesi 

“Dopo Auschwitz, il cancro è la prova che Dio non esiste”. Umberto Veronesi, luminare dell’oncologia, lo scrive nel suo libro “Il mestiere di uomo” (perché la Professione di Medico, la chiama “mestiere”?).

Come puoi credere nella Provvidenza o nell’amore divino quando vedi un bambino invaso da cellule maligne che lo consumano giorno dopo giorno davanti ai tuoi occhi?

Continua Veronesi: Ci sono parole in qualche libro sacro del mondo, ci sono verità rivelate, che possano lenire il dolore dei suoi genitori?

Io credo di no, conclude Veronesi, e preferisco il silenzio, o il sussurro del “non so”.

Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro, è diventato la prova della non esistenza di Dio.

PROF. ANTONINO ZICHICHI 

A questo proposito il Prof. Zichichi risponde al Prof. Umberto Veronesi che “la Scienza” non ha mai scoperto nulla che sia in contrasto con l’esistenza di Dio. L’ateismo, quindi, non è un atto di rigore logico teorico, ma un atto di fede nel nulla …

Secondo il fisico invece “la speranza all’uomo del terzo millennio, solo la Scienza e la fede possono darla.

Questa speranza ha due colonne.

Nella sfera trascendentale della nostra esistenza la colonna portante è la fede.

Nella sfera immanentistica della nostra esistenza la colonna portante è la scienza.

Noi siamo l’unica forma di materia vivente dotata della straordinaria proprietà detta ragione.

La scienza ci dice che non è possibile derivare dal caos, la logica che regge il mondo, dall’universo sub-nucleare all’universo fatto con stelle e galassie.

Se c’è una logica deve esserci un “Autore”.

Fin qui il Prof. Zichichi

Certo, i 5 sensi di cui siamo dotati, sono evidentemente insufficienti per comprendere ciò che sta intorno a noi.

Viviamo, poi, in un mondo irreale che ci viene presentato dalla natura come un Paradiso terrestre ed in realtà è tutt’altro.

Vediamo cose che non esistono, come il cielo azzurro, come le verdi e lussureggianti vegetazioni, il colore del mare, delle montagne, delle cose di tutti i giorni (il vero bene comune).

Immaginate se il cielo lo dovessimo vedere nero come la pece, per come è realmente. Quindi una logica ha creato intorno a noi anche una splendida scenografia.

Ma Dio ha dotato l’uomo del libero arbitrio, quindi è l’uomo che deve comprendere il linguaggio della natura e dunque, deve trovare le “logiche” risposte. Per ogni realtà presente sulla terra, c’è una azione uguale e contraria.

Non a caso gli antichi dicevano: Dio da il male e Dio da la medicina.

O c’è qualcuno che vorrebbe il “reddito del credo”, ovvero che Dio risolvesse tutti i problemi dell’uomo.

In questo caso dovrebbe togliere all’uomo, anche il libero arbitrio e, in conseguenza di ciò, anche l’essenza della vita stessa.

Tocca all’uomo interpretare Dio, le sue Leggi Naturali e il suo linguaggio.

D’altronde, mi rivolgo agli addetti ai lavori: Vero è che un tempo si moriva di malattie incurabili come il tifo, la difterite, la sifilide e così via dicendo, mentre oggi, quelle malattie, si curano?

Forse l’uomo ha inventato qualcosa o, diversamente, è stato capace di imparare il linguaggio della natura ed ha “scoperto” le soluzioni bio-chimiche per combattere il male?

Fra alcuni decenni quando l’uomo scoprirà l’antidoto al cancro, così come ha fatto per le malattie incurabili dei secoli scorsi, cosa diremo, che Dio è ricomparso improvvisamente?

La soluzione c’è già e la natura l’ha già prevista.

Dirò di più. Secondo me, l’uomo, nelle profondità del suo cervello, ha custoditi i codici di quel linguaggio della natura, nascosti chissà in quale angolo e/o piega della sua mente, che molte volte riesce ad azionare inconsciamente, tanto da avviare un auto-processo bio-chimico, che gli consente di guarire da solo, ovvero, quel fenomeno naturale, che noi comuni mortali chiamiamo più semplicemente “miracolo”.

Gli Scienziati, i Geni della Scienza, attingono istintivamente proprio a quel patrimonio, per giungere prima degli altri alle necessarie scoperte (ripeto fino alla noia, scoperte e giammai invenzioni).

E se intorno a noi ci fossero oltre ad altre realtà, anche gli spiriti dei nostri cari che abbiamo perduto?

Volete un esempio del perché potrebbe essere così? Tra i 5 sensi percettivi (pochissimi) di cui siamo dotati, ce n’è uno che si chiama “Olfatto”.

Ebbene, attraverso quel senso percepiamo i profumi e la puzza.

Ma se noi non avessimo quel “Senso”, non saremmo più in grado di “percepire” quegli odori.

Eppure quelle essenze, sarebbero comunque intorno a noi, ma non saremmo in grado di “coglierle”. In quel caso, chi potrebbe crederci se, in mancanza del Senso dell’olfatto, dicessimo ai nostri amici che un fiore potrebbe avere una sua essenza profumata particolare che lo distingue?

Quindi, il profumo e la Puzza (il bene e il male) non sono anch’esse, forse, delle essenze invisibili?

Questa magia chiamata vita, potrebbe essere molto più semplice di quanto immaginiamo, se solo avessimo tutti i sensi percettivi possibili, a nostra disposizione.

Si dice che alcuni uomini godano del cosiddetto “Sesto Senso”, che li pone su di un piano trascendentale, superiore a quello degli altri esseri viventi.

In particolare, sarebbero proprio gli Artisti ad esserne dotati, tanto da avere un proprio ruolo importante in tutto questo.

Quando l’Artista crea un’Opera, deve “calarsi” nelle profondità trascendentali della sua mente, fino a giungere ai “confini della realtà”, oltre il percepito, per entrare, infine, in una vera e propria “Trance” spirituale, che gli consente di vedere istintivamente ciò che i comuni mortali non vedono, di sentire ciò che gli altri non sentono, di comprendere ciò che gli altri non comprendono.

“L’Artista è l’interprete privilegiato del mistero dell’Uomo”.

Queste sono le parole che pronunciò Papa Wojtyla durante il Giubileo del 2000.

Concludo, pensando al Prof. Veronesi e alle sue tesi, e lo faccio con le parole di un altro Grande Papa, Benedetto XVI, che in estrema sintesi recitano così:

“Oggi, il vero problema del mondo, è determinato dall’assenza di Dio nella vita dell’Uomo”.

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Politica

Tag: Umberto Veronesi, Antonino Zichichi , Roberto Chiavarini


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