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7-13 Marzo 2021, Settimana mondiale del glaucoma

Ambiente & Salute

Seconda causa di cecità nei paesi industrializzati, dopo la cataratta, e definita “ladro silenzioso della vista”, il glaucoma è la seconda malattia oculare più diffusa, con circa 55 milioni di malati in tutto in mondo. Addirittura, in Italia si stimano più di 4000 casi all’anno di cecità dovuti a tale patologia, con circa 550mila pazienti accertati e una percentuale del 2% della popolazione over 40 anni. I casi aumentano nella popolazione di età superiore a 70 anni, raggiungendo una percentuale del 10%. 

La patologia risulta pressoché asintomatica fino agli stadi più avanzati, proprio per tale motivo si stima che un malato su due non sappia di averla. Visto che la prevenzione resta l’arma migliore per intervenire in tempo e attenuarne gli effetti, ogni anno la Settimana Mondiale del Glaucoma, quest’anno dal 7 al 13 marzo, diventa un’occasione importantissima per sensibilizzare sulla questione e invitare a fare controlli periodici. 

«Con il termine Glaucoma si intende una patologia che colpisce il nervo ottico e genera danni irreversibili dapprima al campo visivo e poi alla vista. Si tratta di una condizione anomala in cui la parte liquida che viene prodotta giornalmente all’interno dell’occhio e che definisce il tono oculare, l’umor acqueo, è in quantità eccessiva o non viene bilanciata correttamente. Si tratta di un malfunzionamento del drenaggio del liquido che causa, di conseguenza, un aumento della pressione interna all’occhio. A lungo andare la pressione comprime le fibre nervose e danneggia la testa del nervo ottico, la papilla. Il deterioramento porta ad una compromissione permanente della vista» spiega il dottor Claudio Savaresi, Primario Unità Operativa Oftalmologia Policlinico San Marco – Zingonia (BG); Direttore C. B. V. Palazzo della Salute Istituto Clinico Sant’Ambrogio – Milano; Responsabile Scientifico VISTASystem Ophthalmology Research Center – Milano.

Quali sono i sintomi a cui fare attenzione? «L’aumento della pressione, di per sé, non causa disturbi evidenti, essi si manifestano quando c’è un effettivo danno al nervo ottico, con una minore percezione dell’intensità dei colori e poi con la riduzione del campo visivo.  Essa, dapprima, riguarda le porzioni periferiche e man mano si espande, compromettendo anche la visione centrale» precisa il dottor Savaresi. 

Tuttavia, una persona su due è ignara di essere affetta da glaucoma, tanto che la malattia si è aggiudicata il triste titolo di “ladro silenzioso della vista”. In molti casi, infatti, i sintomi compaiono solo in fasi successive e quando ormai ci sono danni permanenti. Ecco perché le visite periodiche e la prevenzione sono preziose alleate per curarsi in tempo. Non bisogna dimenticare, infatti, che se gli effetti della malattia sono irreversibili, una diagnosi precoce è in grado di scongiurare la perdita della vista.

«Durante la visita specialistica, infatti, accertamenti come il controllo della pressione del liquido contenuto nell’occhio, la misurazione dello spessore corneale e l’esame del nervo ottico permettono di individuare il glaucoma nella sua fase iniziale, anche se ancora è “asintomatico”. Nei casi dubbi si può poi procedere ad esami più specifici, non invasivi. Lo specialista arriva a diagnosticare la presenza del glaucoma quando sussistono, nel quadro clinico, tre elementi: riduzione del campo visivo, aumento della pressione, accentuazione dell’escaviozione fisiologica della papilla ottica. Essi devono essere presenti contemporaneamente» spiega.

Prevenire il disturbo o intervenire in maniera precoce è l’arma più efficace, ecco perché il consiglio è fissare un appuntamento dall’oculista almeno una volta ogni due anni, se non si hanno particolari problematiche. Superati i 45 anni, però, è consigliabile vedere lo specialista una volta all’anno, perché anche l’età può essere un fattore predisponente. Esistono anche altre caratteristiche a cui fare attenzione in merito a fattori di rischio. Ad esempio, se si hanno parenti affetti dal glaucoma o il diabete è bene avere un’attenzione in più. Altri fattori possono essere la miopia elevata o l’ipermetropia, a seconda dei casi. Bisogna fare attenzione anche in caso di traumi oculari pregressi.

Purtroppo, con la pandemia le visite oculistiche hanno subito un drastico calo, perché considerate non urgenti e per la paura di contrarre il virus. Tuttavia, come ammonisce il dottor Savaresi «tempistiche come un anno possono essere cruciali per intervenire in maniera efficace. Il consiglio è farsi sempre controllare, senza timore, anche perché negli ambulatori, negli ospedali e nei singoli studi medici si prendono tutte le precauzioni necessarie per scongiurare il contagio. La Settimana Mondiale del Glaucoma e le numerose iniziative collegate possono essere un’ottima spinta per fare un controllo»

Si può guarire dal glaucoma? Purtroppo, il glaucoma non può essere guarito del tutto ma una diagnosi precoce permette di tenerlo sotto controllo e scongiurare il peggioramento, garantendo al paziente una vita normale.

«Oggi i percorsi terapeutici sono molteplici e finalizzati ad intervenire efficacemente sulle diverse forme, non dimentichiamo, infatti, che esistono diversi tipi di glaucoma, ognuno con necessità di trattamento diversificate. Esistono vari protocolli: dalla forma medicale, alla terapia medica alla forma para chirurgica (laser) a quella chirurgica. A differenza di anni fa, oggi possiamo ottenere ottimi risultati. Il paziente riveste, però, un ruolo fondamentale sia nel controllo preventivo e periodico, sia nel seguire la terapia in maniera corretta. Ad esempio, è importantissimo assicurarsi che, in caso di somministrazione di gocce, si assumano agli orari giusti e in maniera completa. Solo con la completa collaborazione dell’assistito e della sua fiducia nello specialista è possibile cominciare un percorso finalizzato al mantenimento della capacità visiva e del benessere oculare» conclude il Professore.


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