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Vivere oltre una certa età è un diritto o un abuso?

Cronaca

Le razze non esistono, ma esistono i razzisti. Non sono solo persone prive di titoli di studio a manifestare pensieri degni di essere raccolti in un florilegio da proporre alla lettura di studenti di ogni ordine e grado, ci sono anche fior di laureati in Università ritenute molto prestigiose. A dimostrazione che la cultura certificata da titoli di studio non sempre testimonia una corrispondente visione equilibrata della realtà. Spesso, anzi, il dottorato cartaceo produce solo presunzione di superiorità che getta qualche dubbio sulla corrispondenza tra titolo di studio e la vera cultura che è comprensione delle dinamiche sociali e dei bisogni delle persone. Qualche esempio?

Il dott. Gianluca Brambilla, in possesso di laurea conseguita alla Bocconi, ha acquistato notorietà per le sue frequenti partecipazioni a talk show televisivi durante i quali si è prodigato generosamente a diffondere urbi et orbi principii di una saggezza che speravamo scomparsi dal vocabolario umano.

Così abbiamo appreso che “I napoletani sono antropologicamente diversi, non vogliono fare il biglietto. I mezzi per loro devono essere gratis e fatiscenti, a Milano invece possono avere mezzi ultramoderni che si pagano” (Agorà su Rai 3, nel settembre 2018). Ma anche che “Gli anziani non vanno vaccinati”, soprattutto se hanno superato novanta anni (Diritto e Rovescio, Mediaset, marzo 2021). Vale a dire:  continuare a vivere oltre una certa età non sarebbe un diritto ma un abuso del diritto. Perché? Ma perché sarebbero, sempre seguendo questa aberrante tesi, un peso per la società e, soprattutto, attirerebbero attenzioni che andrebbero riservate esclusivamente ai giovani.

Ai soggetti produttivi! Certo, non vi è alcun dubbio, sono principi base di una nuova filosofia, secondo la quale i valori umani, contrariamente al dettato costituzionale, si affievolirebbero in rapporto all’età e alla capacità produttiva dei soggetti. La teoria dello scarto tanto cara a certi imprenditori e a una parte della destra italiana. In netto contrasto con i principi cattolici e, soprattutto, con le regole fondamentali della nostra civiltà.

Raffaele Vairo


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