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Ue revisiona l’autorizzazione all’esportazione dei vaccini

Ambiente & Salute

 
 

L’obiettivo è che le richieste di export non costituiscano una minaccia per la sicurezza dell’approvvigionamento dei sieri per i 27 Paesi dell’Ue

La Commissione europea ha adottato una revisione del meccanismo per l’autorizzazione all’esportazione dei vaccini, aggiungendo la “reciprocità” e la “proporzionalità” tra i criteri da valutare per il via libera.
Le domande saranno valutate caso per caso e comunque ‘iniziativa revoca l’esenzione per 17 Paesi, mentre i 92 Paesi a basso e medio reddito del Covax restano esclusi dal campo di applicazione dello strumento.
Il presidente della commissione Ue, Ursula Von der Leyen, evidenzia “l’Ue è l’unico grande produttore dell’Ocse che continua a esportare vaccini su larga scala in dozzine di Paesi. Ma le strade devono correre a doppio senso”, e pertanto “dobbiamo garantire consegne tempestive e sufficienti di vaccini ai cittadini dell’Unione. Ogni giorno conta”.
Le “forti inadempienze” di AstraZeneca nella distribuzione dei vaccini nell’Unione europea sono state sottolineate dal vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis: “di 120 milioni di dosi” che avrebbe dovuto consegnare nel primo trimestre secondo il contratto, ha tagliato a “30 milioni ma non è nemmeno vicino a questa cifra”.
La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, ha tracciato un quadro allarmante della situazione epidemiologica nell’Ue: “in 19 paesi si sta ripetendo un aumento dei casi di contagio, in 15 c’è un aumento dei ricoveri, anche in terapia intensiva, e in otto è tornato ad aumentare il numero dei decessi”.
Infine il ministro della Salute, Roberto Speranza, annuncia che “avremo 4 milioni di dosi entro fine marzo e poi ci sarà un’accelerazione significativa con 50 milioni di dosi nel secondo trimestre e 80 milioni nel terzo trimestre”.


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