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Alle Origini della nostra civiltà: il Castello dei Doria ad Oneglia

Ambiente & Salute

La relazione dello storico Gianni De Moro

Lo storico imperiese Gianni De Moro, per la rubrica culturale “Alle
Origini della Nostra Civiltà”, racconta la storia, poco nota, del
Castello dei Doria ad Oneglia: “Il castello fu ideato nel 1487-88,
nel passaggio
dalla prima alla seconda dinastia dei Doria. Il nuovo
Signore di Oneglia Domenico, “detto Domenicaccio”, pensò di realizzare
una nuova dimora fortificata che avesse la duplice valenza di essere
sede della propria famiglia, ma anche un punto di controllo per la
città di Oneglia. Rimane oggi quasi nulla di quel castello, senonchè
una piccola porzione del muro curvo esterno, che incredibilmente è
sopravvissuto e che serviva a delimitare l’area della fascia esterna
delle muraglie del castello nei confronti dei quattro torrioni
angolari. La poca iconografia che ci è rimasta su questo monumento lo
rappresenta come un nucleo essenzialmente quadrato ai cui estremi
sorgevano quattro grandi torrioni fortificati. La porta di accesso al
 castello era costruita in modo da essere in asse con la via
principale dell’abitato di Oneglia, per poterlo controllare alla
perfezione. La vita del monumento, forse il più legato alla storia
onegliese, continua De Moro,fu breve (meno di due secoli) e
particolarmente contrastata (cinque o sei episodi bellici di
particolare rilievo locale).
Il castello, nato come propaggine poliorcetica litoranea del baluardo vescovile
medievale di Castelvecchio, a difesa della città doriana e
dell’imbocco di valle Impero, verrà demolito definitivamente nel 1650,
fallendo ogni tentativo di riattarlo nel 1672.
Sulle sue imponenti rovine, nel 1688-1690 i frati Minimi eressero
convento e chiesa di San Francesco da Paola e più recentemente sorse
l’ex palazzo di giustizia ora sede delle Biblioteca Civica”.

Christian Flammia

 

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