Morning bell: Wall Street verso il rimbalzo. Attesa per i dati sull’occupazione negli Usa

Economia & Finanza

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Dopo il tonfo di ieri sera, con Meta che ha mandato a picco il Nasdaq, i future americani sono positivi. Quelli sul Dow Jones +0,57%, sul Nasdaq +2,20%. Salgono le Borse asiatiche con la Cina chiusa per festività. In Europa sale l’Euro Stoxx, +0,70%. Petrolio resta sui massimi da 7 anni: Brent sopra 91 dollari e Wti sopra 90.

Operatori di Borsa a Wall Street

AGI – I mercati sono nervosi e oscillano, alternando acquisti e vendite, sulla scia dei risultati misti delle trimestrali Usa e dei toni più aggressivi assunti da Boe e Bce. Nella giornata di venerdì 4 febbraio 2022 le Borse asiatiche e i future di Wall Street avanzano, dopo i buoni risultati di Amazon, mentre ieri i listini di New York hanno chiuso in rosso, frenati dalle perdite di Meta, la holding di controllo di Facebook.

Bene anche i future europei, dopo la chiusura negativa di ieri, nel giorno in cui la Banca d’Inghilterra ha alzato i tassi e la Bce li ha lasciati invariati, alzando però la guardia sull’inflazione. Le Borse oggi guardano con attenzione ai dati sull’occupazione Usa a gennaio, mentre il prezzo del petrolio sale con il Wti sopra i 90 dollari per le tensioni sull’Ucraina.

Insomma, si è fatto decisamente più difficile interpretare l’andamento dei mercati, resi volatili e altalenanti dai timori di inflazione, dai toni ‘falchi’ delle banche centrali, dai venti di guerra in Ucraina e ora anche dall’andamento divergente delle trimestrali dei big di Wall Street.

Attesa per i dati dell’occupazione negli Usa

Il numero uno della Fed, Jerome Powell ha recentemente definito “forte” il mercato del lavoro statunitense. Tuttavia i mercati non si aspettano buone notizie oggi dai dati sull’occupazione Usa a gennaio. La previsione è quella di un modesto guadagno di 150.000 posti di lavoro a gennaio, contro i +199.000 di dicembre. Tuttavia il risultato, anche alla luce delle rivelazioni del sondaggio Adp che ieri ha mostrato un crollo di 301.000 unità a gennaio tra gli addetti privati Usa, potrebbe essere molto peggiore delle stime e, come rivelano gli esperti della Pnc, gli occupati Usa a gennaio potrebbero calare di 400.000 unità.

Il calo di oltre 300.000 unità nel settore privato dell’occupazione Usa registrato il 3 febbraio è in controtendenza rispetto alle attese degli analisti che puntavano su un aumento di 200.000 unita’ e riflette l’impatto negativo della variante Omicron sul mercato del lavoro. Si tratta della prima perdita di posti di lavoro dal dicembre 2020.

I settori più colpiti sono stati quelli del tempo libero e dell’ospitalità, più sensibili alla pandemia, con 154.00 posti in meno. In pratica in questi settori le imprese hanno licenziato e comunque non si assume perché la gente preferisce stare a casa per l’impennata dei contagi.

Negli Stati Uniti si segnala una media di 461.097 contagi Covid al giorno, nettamente in calo rispetto agli oltre 700.000 di meta’ gennaio, ma pur sempre una cifra molto alta. Inoltre negli Usa la domanda di lavoro e’ forte, visto che a dicembre l’offerta di posti lavoro e’ stata di 10,9 milioni di posti. Ieri sono anche usciti i dati sui sussidi settimanali di disoccupazione, che si sono attestati a 238.000 unita’, leggermente sotto le attese.

Amazon fa sognare le Borse

Il titolo Amazon sale del 14% nell’after hour, dopo aver chiuso a Wall Street in calo dell’8%, per l’effetto Facebook. Si tratta del balzo in avanti giornaliero più alto dal 2007. A galvanizzare i mercati e’ stato soprattutto l’annuncio che Amazon rialzera’ del 17% i prezzi degli abbonamenti Prime

. La societa’ di Jeff Bezos nel quarto trimestre ha quasi raddoppiato i profitti a 14,32 miliardi di dollari e ha rialzato del 9% i ricavi a 137,41 miliardi di dollari, in linea sostanzialmente con le previsioni degli analisti. Per il primo quadrimestre del 2022 il colosso dello shopping online prevede invece ricavi tra i 112 e i 117 miliardi di dollari, contro i 121 miliardi circa stimati dagli analisti.

Nonostante questi risultati non esaltanti delle vendite, quello che è particolarmente piaciuto ai mercati della trimestrale e’ il fatto che per la prima volta Amazon ha divulgato i ricavi derivanti dalla sua attività pubblicitaria, che mostra un andamento in rapida crescita. I servizi pubblicitari sono cresciuti del 32% anno su anno a 9,7 miliardi di dollari.

In precedenza, Amazon includeva i ricavi pubblicitari nel suo segmento di attivita’ “altro”, considerandola come un business secondario. Ora invece le entrate pubblicitarie sono diventate importanti e Amazon e’ diventata la terza società più ricca di pubblicità negli Usa, dietro Google e Facebook. Inoltre oggi Amazon ha annunciato di aver aumentato del 17% il prezzo del suo abbonamento annuale Prime, portandolo da 119 a 139 dollari.

Negli Usa l’aumento entrerà in vigore questo mese e a marzo per gli abbonati, mentre negli altri Paesi la societa’ non ha ancora fatto sapere come intende muoversi. E’ dal 2018 che Amazon non rialzava i prezzi del suoi abbonamenti Prime. A fare da contraltare ai risultati di Amazon ci sono quelli di Facebook, che sono invece da dimenticare.

Il titolo ha perso oltre il 26% a Wall Street e la perdita è costata a Meta circa 230 miliardi di dollari di capitalizzazione. Più nel dettaglio Facebook ha registrato un utile sotto le attese nel quarto trimestre. E ha fornito un outlook negativo per i mesi futuri.

Il punto sui tassi

La politica monetaria della Bce per ora non cambia, ma l’inflazione comincia a essere fonte di seria preoccupazione. “I rischi sono orientati verso l’alto”, ha avvertito ieri la presidente Christine Lagarde, che, a precisa domanda, non ha più escluso un possibile aumento dei tassi d’interesse gia’ quest’anno. “La situazione è cambiata. L’inflazione alta resterà più a lungo del previsto. Sui tassi valutazione da marzo sulla base dei dati”.

La Bce si prepara dunque a unirsi al coro delle altre banche centrali, a partire dalla Fed, la quale secondo i mercati potrebbe attuare fino a 5 rialzi dei tassi quest’anno, affiancata da ieri dalla Banca d’Inghilterra che ha scelto di alzare il costo del denaro in Gran Bretagna dallo 0,25% allo 0,50%, secondo ritocco verso l’alto negli ultimi due mesi, anche se ben quattro banchieri su cinque avevano proposto un aumento di 50 punti senza precedenti.

Volano nel Regno Unito i prezzi di luce e gas per le famiglie (+54%) e arriva un pacchetto miliardario di supporto dal governo. Sul mercato obbligazionario, le parole di Lagarde si sono tradotte in un’immediata impennata dei rendimenti.

Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi è arrivato a sfiorare i 150 punti base, con il tasso dei titoli italiani che è schizzato fino a un massimo dell’1,621% prima di ripiegare appena sotto l’1,6%, come non accadeva da maggio 2020. L’euro e’ invece salito a cavallo degli 1,14 dollari e sul filo dei 131 yen.

Petrolio, prezzo Wti al top da 7 anni

Il prezzo al barile del Petrolio americano Wti ha superato i 90 dollari al barile, ai massimi da sette anni, sostenuto dalla caduta del dollaro e dall’inverno che si fa rigido negli Stati Uniti. Anche il Brent ha sfondato quota 91 dollari. Oggi è prevista l’apertura dei giochi olimpici invernali in Cina, che saranno presenziati dal presidente Xi Jinping. Xi a Pechino incontrerà il presidente russo Vladimir Putin, con cui ci si aspetta che faccia da mediatore per cercare di smorzare le tensioni tra Mosca e Washington sull’Ucraina.

Sulla visita in Cina Putin ha detto che Russia e Cina svolgono un “importante ruolo di stabilizzazione” nella politica internazionale, confermando che l’Ucraina sara’ al centro delle sue discussioni con Xi. Intanto ieri il presidente Usa Joe Biden ha inviato tremila soldati americani in Europa, per rafforzare la Nato. Le truppe partiranno questa settimana e arriveranno in Polonia, Germania e Romania.

Gli Usa stanno giocando molto aggressivamente e schierare forze Usa in altri paesi dell’Europa orientale rappresenta una classica tattica di “impegno”. Tuttavia Russia e Usa hanno entrambi troppo da perdere a lasciare che le cose peggiorino troppo. Mosca ha un’economia debole e non puo’ permettersi di impantanarsi in un conflitto in Ucraina. Inoltre sanzioni pesanti come quelle sull’Iran potrebbero paralizzare il Paese e sarebbero costose anche per gli Stati Uniti e per l’Europa.

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