Ai russi basterebbero un paio di giorni per prendere Kiev

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Il bilancio di vittime sarebbe gravissimo: l’Ucraina potrebbe subire dalle 5 alle 25 mila vittime tra i soldati, mentre le vittime nelle truppe russe potrebbero essere tra 3 e 10 mila; si perderebbe tra le 25 e le 50 mila vite di civili. Inoltre l’invasione potrebbe causare un’ondata di rifugiati verso l’Europa tra uno e cinque milioni.

© Sergei SUPINSKY / AFP

– Un’esercitazione di volontari ucraini

AGI – Un paio di giorni e Kiev cadrebbe nelle mani dei russi. È lo scenario sconvolgente dipinto dall’intelligence americana nel caso in cui Mosca decidesse di far varcare alle proprie forze il confine con l’Ucraina.

“Il bilancio di vittime sarebbe gravissimo: l’Ucraina potrebbe subire dalle 5 alle 25 mila vittime tra i soldati, mentre le vittime nelle truppe russe potrebbero essere comprese tra 3 e 10 mila; si perderebbe tra le 25 e le 50 mila vite di civili”. Inoltre “l’invasione potrebbe causare un’ondata di rifugiati verso l’Europa tra uno e cinque milioni” stimano i funzionari del Pentagono che in alcune audizioni al Congresso hanno danno conto delle prospettive in caso di conflitto.

Gli esperti americani sostengono che attualmente la Russia ha schierato circa il 70% della potenza di combattimento di cui avrebbe bisogno per un’invasione su vasta scala dell’Ucraina.

Nelle ultime due settimane, il numero di gruppi tattici di battaglione nella regione di confine è salito a 83 dai 60 di venerdì e altri 14 sono in transito, hanno confermato i funzionari a Reuters in condizione di anonimato a causa della sensibilità delle informazioni.

Per quanto riguarda i tempi di un’eventuale invasione, si prevede che il suolo raggiungerà il picco di congelamento intorno al 15 febbraio, consentendo il transito meccanizzato fuoristrada da parte delle unità militari russe. Queste condizioni favorevoli si manterrebbero fino alla fine di marzo.

Gli Stati Uniti “non inviano i propri militari per iniziare una guerra”, ha ribadito il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jack Sullivan, nel giorno in cui sono arrivati in Polonia una parte dei tremila soldati americani assegnati all’Europa dell’Est per rafforzare il fianco orientale della Nato.

“Il presidente è chiaro da mesi ormai: gli Stati Uniti non stanno inviando truppe per iniziare o combattere una guerra con la Russia in Ucraina”, ha detto Sullivan. “Abbiamo inviato forze in Europa per difendere il territorio della Nato“.

Tuttavia Sullivan è convinto che Mosca “potrebbe agire in ogni momento”. “La Russia potrebbe intraprendere un’azione militare” contro l’Ucraina “entro i prossimi giorni e settimane o potrebbe scegliere di perseguire la diplomazia” ha detto, spiegando che l’azione russa potrebbe avere diverse forme, tra cui “l’annessione del Donbass, attacchi hacker o un’invasione di vasta scala“.

“Stiamo intensifcando i nostri sforzi per preparare la risposta all’escalation russa, mobilitando gli alleati e sostenendo l’Ucraina“, ha aggiunto Sullivan, ma la per la presidenza ucraina la possibilità di una soluzione diplomatica della crisi con la Russia è più elevata di quella di un’escalation militare”. “Le possibilità di trovare una soluzione diplomatica per la riduzione della tensione considerevolmente maggiori della minaccia di un’ulteriore escalation”, ha dichiarato in una nota Mykhailo Podoliak, consigliere della presidenza ucraina.

Intanto il presidente francese, Emmanuel Macron, sarà a Mosca lunedì per avviare un dialogo attivo con la Russia allo scopo di prevenire un possibile conflitto. “Da diverse settimane leggo e ascolto annunci di alti funzionari su operazioni imminenti”, ha detto in un’intervista al settimanale Le Journal du dimanche, “l’intensità del dialogo che abbiamo avuto con la Russia e la mia visita a Mosca hanno lo scopo d’impedire che ciò accada”.

Il capo dell’Eliseo ha in programma un colloquio con il leader russo, Vladimir Putin: “Discuteremo le condizioni per la de-escalation. Dobbiamo essere molto realistici, è necessario evitare di peggiorare la situazione prima di costruire meccanismi e fare gesti di fiducia reciproca”, ha spiegato il presidente francese, che sta guidando il rilancio del ruolo europeo nel dialogo con Mosca. La missione di Macron, che martedì sarà a Kiev, era stata annunciata venerdì.

l ministro delle finanze tedesco, il liberale Christian Lindner, ha avvertito che un’eventuale aggressione russa contro l’Ucraina porterà a dure sanzioni, anche se ha rifiutato di specificarne il contenuto per evitare che Mosca si prepari “tatticamente”.

“Una violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina sarebbe affrontata dall’Unione europea, dalla nostra alleanza di difesa, la Natp, e da noi stessi con una determinazione di ferro”, ha detto in un’intervista all’emittente privata NTV. Il fatto che non si “discute pubblicamente” dei destinatari delle sanzioni, nel governo russo e fra i sostenitori, non deve essere considerato dal Cremlino come un segno di debolezza o mancanza di unità dell’Occidente, ha spiegato, ma al contrario, una mossa per cogliere Mosca di sorpresa.

“La Germania è il più grande sostenitore finanziario dell’Ucraina”, ha detto, sottolineando che il suo paese sosterrà “un approccio consensuale” all’interno dell’Unione europea e della Nato e rispetterà quanto concordato a questo proposito. Domani, il cancelliere Olaf Scholz incontrerà il presidente americano Joe Biden a Washington per discutere della crisi in Ucraina. Un incontro con il presidente Vladimir Putin a Mosca è invece previsto per il 15 febbraio.

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