Diritti, gay, aborto: alcuni suggerimenti di Bagnasco a governo e politica

Oltre Tevere - Vaticano

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JOHANNES EISELE / AFP

L’autorevole cardinale, ex presidente della Cei, si è pronunciato sui temi più “caldi” nel suo nuovo libro “Pastori dentro”

Il cardinale Angelo Bagnasco, ex presidente della Cei, si rivolge alla politica, alle istituzioni e apre il dibattito sui diritti e alcuni valori “non negoziabili” per la Chiesa: tutela della vita, aborto, matrimoni e adozioni di figli da parte di coppie omosessuali, ideologia gender.

Ne parla nel suo nuovo libro “Pastori dentro” (edizioni San Paolo), con la prefazione di Papa Francesco. Il monito è alla politica anche alla luce delle ultime elezioni: «Non è più l’ora di ricambi di facciata o di mediocri tatticismi spacciati per visioni politiche». Poi l’ex presidente della Cei punta l’indice sui valori che la stessa politica deve impegnarsi a preservare.

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Fondamenti non “confessionali” ma “razionali”

Il primo messaggio è nettamente contrario all’aborto e favorevole ad una tutela della vita sin dal concepimento. Il cardinale Bagnasco scrive così: «Dobbiamo stare attenti che una certa cultura nebulosa non ci annebbi la vista, inducendoci a non riconoscere più, tra i principi che mandano avanti la società, i fondamenti che non sono confessionali, come si insiste a dire, ma semplicemente di ordine razionale. Anzi, è necessario che in un momento elettorale si certifichi dove essi trovano dimora».  

Rinunciare ad aborto e eutanasia

Si tratta della vita, prosegue, «dal suo concepimento alla morte naturale, dunque la rinuncia all’eutanasia comunque si presenti, la libertà di coscienza e di educazione, la famiglia basata sul vincolo del matrimonio tra l’uomo e la donna, la giustizia uguale per tutti, la pace. Sono le determinazioni storico-pratiche o principi basilari, dunque non negoziabili, per i quali c’è un fondamento, oltre che nella ragione, nella nostra stessa Costituzione, e ai quali tutti gli uomini di buona volontà debbono attenersi». 

La Chiesa “ha a cuore l’uomo”

Chiunque, continua l’autorevole cardinale, «si rifà al bene comune immediato non può non considerarli per ciò che sono, ossia valori non derogabili sul piano della civiltà politica, pena un arretramento antropologico e sociale. Perché la Chiesa insiste tanto? Perché ha a cuore l’uomo!».

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Bagnasco richiama la politica a non farsi trascinare in dibattiti che lasciano spazio a politiche abortiste.

Famiglia, uomo e donna, matrimonio

Bagnasco definisce la famiglia, «una scelta d’amore che – in un progetto comune – diventa patto tra un uomo e una donna nel matrimonio. Similmente, anche la società deve avere alla base un progetto di bene comune, altrimenti cadrà fatalmente in balìa di pressioni o interessi contrastanti, dove sarà ascoltato ed esaudito chi fa la voce più forte e insistente».

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L’interesse della Chiesa per la famiglia

Ora, riflette l’ex presidente della Cei, «alla radice del bene comune troviamo le realtà primarie della vita, della famiglia e della libertà, che si intrecciano e si richiamano universalmente perché sono valori fondativi e quindi irrinunciabili dell’umano. Si potrebbe dire che l’inviolabilità della vita è il principio, la famiglia ne è il grembo sorgivo, la libertà la condizione prima di sviluppo. Tutto il resto viene di conseguenza». Quando la Chiesa si interessa dell’inizio e della fine della vita, è il suo ragionamento «lo fa anche per salvaguardare il “durante”», cioè la realizzazione del matrimonio e di una famiglia, «perché ciò che le sta a cuore è tutto l’uomo, la cui dignità non è a corrente alternata».

Matrimoni omosessuali e differenze sessuali

Bagnasco rovescia anche la tesi dei «matrimoni omosessuali, quasi si trattasse di un approdo inevitabile. La famiglia precede lo Stato, in quanto è un istituto dotato di una sua naturalità per nulla convenzionale, perché iscritta nel codice addirittura fisico della persona: le differenze sessuali, infatti, si richiamano vicendevolmente in vista di un mutuo completamento nel segno dell’amore che è accoglienza e dono, grembo di nuove vite da generare e educare. Il diritto del bambino – non al bambino – viene prima di ogni desiderio individuale».

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“Love is love”? Motto qualunquista

Per queste ragioni, sentenzia il cardinale di Genova, «nulla può esserle equiparata, né tanto né poco. Né può essere indebolita da ideologie antifamiliari o simil-familiari, che vorrebbero ridefinire la famiglia e il matrimonio mutando l’alfabeto naturale e istituendo modelli alternativi che la umilierebbero alimentando il disorientamento educativo. Si sente dire che “dove c’è amore c’è famiglia”. Mi sembra un’affermazione suggestiva ma qualunquista, perché la coppia – per fare famiglia – oltre l’amore richiede anche altri elementi costitutivi: capacità, doveri e diritti, su cui la società conta e per i quali s’impegna». 

«Tutto ciò appartiene a quel senso comune in grado di sfidare qualunque sollecitazione: semmai ha solo bisogno di essere confortato e consolidato».

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Una ideologia perversa

Bagnasco non nasconde amarezza perché «tutto questo non si voglia comprendere, come se la Chiesa nutrisse degli ostinati pregiudizi. Ma se esistono lucidità intellettuale e onestà morale, perché non è dichiarato apertamente ciò che ad arte viene taciuto, seppur faccia qua e là capolino? E cioè, se la natura dell’uomo non esiste – si domanda il cardinale – allora si può fare tutto, non solo ipotizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso».

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Le adozioni di figli a coppie omosessuali

E qui il ragionamento di Bagnasco va sulle adozioni di figli da parte delle coppie omosessuali. «La valenza legale dell’adottabilità da parte delle coppie omosessuali, non può certo mutare la domanda innata di ogni bambino: quella di crescere con un papà e una mamma nella ricca armonia delle differenze. C’è in giro una notevole confusione, perché si pensa che la realtà sia superata, che nessuna verità esista, ma se ciò è vero – avverte Spaemann – allora tutto diventa questione di potere».

Il pericolo della teoria gender

L’ex presidente dei vescovi italiani bacchetta, di conseguenza, l’avanzata della teoria gender. Cita il Papa, secondo cui la “teoria del gender” è uno “sbaglio della mente umana” (Discorso, 21.03.2015). E successivamente ha espresso il dubbio “se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione che mira a cancellare la differenza sessuali”

Cosa si nasconde dietro la perversione del gender

«Il gender – conclude Bagnasco – si nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione… ma, in realtà, pone la scure alla radice stessa dell’umano per edificare un “transumano” in cui l’uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità».

Identità “senza essenza”

La categoria “Queer Theory”, nata negli Stati Uniti, «combatte contro il normale, il legittimo, e ingloba tutte le soggettività fluide: non si riferisce a nulla in particolare, si presenta paradossalmente come “un’identità senza essenza”. Sembra di parlare di cose astratte e lontane, mentre invece sono vicinissime e concrete: costruire delle persone fluide che pretendano che ogni loro desiderio si trasformi in bisogno, e quindi diventi diritto. Individui fluidi per una società fluida e debole. Una manipolazione da laboratorio».

E sul tema di tutti questi valori, “non negoziabili”, che Bagnasco ora chiede uno scatto ci chiarezza anche alla politica.,

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