Attenti, Amazon vi spia. Tutti gli oggetti smart della casa dei sogni di Jeff Bezos

Economia & Finanza

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È quanto insinua il Washington Post in un servizio nel quale spiega che “nessun’altra azienda Big Tech arriva più a fondo nella vita domestica”

di Alberto Ferrigolo

AGI – “Tacete! Il nemico vi ascolta”, insisteva la propaganda di regime. Oggi, nell’era digitale, l’avvertimento cambia: “Attento, Amazon ti guarda” o ti sorveglia. È quanto insinua il Washington Post in un servizio nel quale spiega che “nessun’altra azienda Big Tech arriva più a fondo nella vita domestica”.

Sulla base di un rapporto di  Consumer Intelligence Research Partners, infatti, si scopre che due terzi degli americani che acquistano su Amazon possiedono almeno uno dei suoi gadget intelligenti. E in Amazon ora produce (o ha acquisito) più di due dozzine di tipologie di dispositivi e servizi domestici, dal garage al bagno. E tutti i dispositivi generano dati, motivo per cui “Amazon raccoglie più dati di quasi tutte le altre società”.

Dal canto suo, Amazon si difende e spiega che tutte queste informazioni personali aiutano ad alimentare una “intelligenza ambientale” per rendere la casa più intelligente. Ma intelligente fino a che punto? Fino al punto di diventare un incubo della sorveglianza?

Scrive il Washington Post: “Amazon afferma di non ‘vendere’ i nostri dati, ma non ci sono molte leggi statunitensi per limitare il modo in cui utilizza le informazioni. I dati che oggi sembrano inutili potrebbero avere un aspetto diverso domani dopo essere stati rianalizzati, rubati o consegnati a un governo”, osserva il Post.

Per esempio l’altoparlante più venduto che risponde al nome di Alexa “raccoglie le registrazioni audio tramite un microfono sempre attivo; mantiene gli ID vocali per differenziare gli utenti; rileva tosse, abbaia, russamento e altri suoni; registra il consumo di musica e notizie; registra l’attività e la temperatura del dispositivo smart home; rileva la presenza di persone tramite ultrasuoni” con il risultato che “Alexa può sentire più di quanto si possa immaginare”.

Ma l’elenco prosegue con i campanelli Ring, i servizi Tv come Fire e Omni, Kindle o il tablet Fire, risposta di Amazon all’iPad di Apple, quindi tutta la serie di luci, interruttori o tendine intelligenti integrati con Alexa, i braccialetti per il monitoraggio della salute, e poi lo smart speaker Alexa, i router wi-fi Eero, l’aspirapolvere Roomba, le toilette con integrazione Alexa, la serie delle fotocamere ad anello e riflettore, i dispenser di sapone intelligenti, i microonde e i termostati intelligenti, i robot, eccetera, eccetera. Tutti questi oggetti ad elevata tecnologia di cui ci circondiamo in casa o in ufficio potrebbero essere dei diretti nostri controllori nella vita quotidiana.

Scrive il Washington Post: “Amazon promuove controlli sulla privacy come un pulsante fisico di disattivazione del microfono”, eppure quando si scarica la cronologia vocale di Alexa, si scopre che Echo ha registrato molte conversazioni sensibili dopo che il suo microfono si era attivato involontariamente, ma “Amazon afferma che i suoi sistemi ora controllano due volte se intendevi pronunciare la parola sveglia ed etichettare le registrazioni accidentali”.

Ok, solo dopo anni di critiche Amazon ha aggiunto un’impostazione per non conservare alcuna registrazione audio, perché “fornire ai clienti trasparenza e controllo sulle loro informazioni è sempre stato incredibilmente importante per Amazon e crediamo di essere stati ottimi amministratori dei dati delle persone”, afferma la portavoce Kristy Schmidt. Da notare solamente che il fondatore di Amazon è Jeff Bezos, che possiede la proprietà del Washington Post.

 

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