Il voto dall’estero

Emigrazione

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Il 2023 sarà un anno difficile anche per l’attuale Legislatura. Indipendentemente dall’evoluzione socio/politica internazionale.

Da noi, tanto per essere obiettivi, non è una novità. Quando c’è da scegliere tra più ”mali”, si agisce per favorire quello che, all’apparenza, sembra il minore. Anche se, magari, non l’è. Prima di ogni altra considerazione, si dovrebbe riscrivere la legge elettorale. Lo abbiamo, già da qualche tempo, fatto presente.

Con un sistema“maggioritario” i conti potrebbero tornare. Nel senso che per i vari Collegi elettorali i seggi sarebbero ripartiti sui voti ottenuti da ciascun partito in lizza. Insomma, la maggioranza parlamentare, potrebbe dare migliori garanzie politiche. Intanto, l’ipotesi di un Partito degli Italiani nel Mondo, indipendente, sembra definitivamente tramontato.

Come Osservatori dello “status” degli italiani all’estero, sollecitiamo un nuovo ordinamento sulla loro rappresentatività politica. Il tempo, che è galantuomo, darà ragione, o meno, al nostro punto di vista. L’importante è che i Connazionali nel mondo, che sono milioni, scaccino dalle loro menti la “fatalità” elettorale e siano messi nelle condizioni d’esercitare un’effettiva “autonomia” politica. Concretezza che, almeno per ora, non è stata mai presa in reale preventivo.

Giorgio Brignola

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