Sanità: aggressioni e pronto soccorso sguarniti, il Natale degli infermieri

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Un bollettino di guerra per gli operatori sanitari impegnati nei turni delle festività, alle prese con pazienti e familiari scalmanati, con le carenze di organico. La denuncia dei sindacati di categoria
© Agf – Pronto soccorso

 

AGI – Ancora un bollettino di guerra per gli infermieri italiani che sotto le feste di Natale hanno prestato servizio facendo i conti con i “pronto soccorsi drammaticamente sguarniti di personale” e con “la solita scia di vergognose aggressioni fisiche” da parte di “pazienti in preda a raptus di follia, pronti a scatenare la loro rabbia sui professionisti della salute“.

Lo denuncia Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up che lamenta anche quelle promesse mancate della politica “che trasformano queste feste natalizie nell’ennesimo periodo nero per gli infermieri di casa nostra: turni massacranti, triage di pronto soccorso dove troviamo un solo infermiere in servizio a fronte di un fiume umano di pazienti.
E come se non bastasse la brutta notizia che non ti aspetti. Ricordate le indennità per gli operatori sanitari dei pronto soccorso? Ricordate che il 21 dicembre, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato aveva dichiarato che i 200 milioni di euro inseriti in manovra sarebbero arrivati a partire dal 2023, e non dal 2024 come indicato dal testo originale? L’emendamento per effettuare questo cambiamento, però, sembrerebbe non essere stato nemmeno presentato”.

“Stiamo cercando di capire con le opportune verifiche quanto sta accadendo – avverte De Palma -. Probabilmente perché ritenuto troppo costoso rispetto alle risorse che sono state messe a disposizione del Parlamento per modificare la legge di bilancio. Risultato finale? L’aumento per il personale sanitario dei pronto soccorso avrà il via quindi solo dal 1 gennaio 2024, così come stabilito dai commi 336 e 337″.

Quanto al bollettino di guerra, ecco qui. “Il 21 dicembre, Campania: un’infermiera triagista dell’ospedale Santobono di Napoli è stata presa a calci dalla madre di una piccola paziente.

L’episodio si è verificato mercoledì alle 22:30, quando una signora ha accompagnato nella struttura la figlia, alle prese con una bronchite asmatica, ma apparentemente in buone condizioni cliniche.

Pretendeva di bypassare il Triage ed entrare subito a visita.

L’infermiera triagista le ha spiegato che non si può derogare alla registrazione e all’acquisizione dei parametri vitali, ma la donna, inveendole contro e minacciandola, si è intrufolata nel box visita, in quel momento occupato da un altro paziente.

22-23 dicembre: San Cesareo, provincia di Frosinone, botte da orbi agli infermieri del 118, con un infermiere in particolare che ha avuto la peggio durante un intervento a seguito del loro arrivo sul luogo di un incidente stradale avvenuto nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23, e a malmenarli è stato paradossalmente proprio un ferito, per cause ancora da accertare. 24 dicembre, Catanzaro: un pregiudicato ha aggredito un infermiere dell’ospedale “Pugliese Ciaccio” colpendolo con un pugno poi, in auto, gli è stata trovata una pistola che, nata quale arma a salve, era stata modificata per sparare cartucce calibro 7,65 millimetri”.

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