Spagna, gli indipendentisti catalani possibile ago della bilancia. Ma per Puidgemont è stato chiesto l’arresto

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Il partito di Puigdemont, ex presidente catalano ora eurodeputato residente in Belgio, avrebbe sette parlamentari e potrebbe offrire un contributo decisivo

ROMA – Un’intesa con gli indipendentisti di Uniti per la Catalogna (Junts) di Carles Puigdemont: potrebbe essere questa, secondo il quotidiano El Mundo, la via per un inatteso e comunque difficile nuovo governo socialista in Spagna. Per Puidgemont, però, la Corte Suprema spagnola ha chiesto l’arresto.

“Un giorno sei decisivo per la formazione di un governo della Spagna, il giorno dopo la Spagna ordina di arrestarti”: scrive su Twitter l’ex presidente catalano a proposito delle notizie relative a un nuovo provvedimento giudiziario a suo carico. Il messaggio è collegato a un articolo del quotidiano El Mundo che informa su una richiesta della procura della Corte suprema al giudice istruttore Pablo Llarena affinché emetta un mandato di cattura internazionale nei confronti di Puigdemont.

All’origine del provvedimento il ruolo dell’ex presidente, ora deputato europeo e residente in Belgio, nell’organizzazione di un referendum nel 2017 per l’indipendenza della Catalogna. Puigdemont è figura di riferimento di Junts per Catalunya, partito indipendentista che nel nuovo parlamento frutto delle elezioni di ieri dovrebbe contare su sette deputati. Abbastanza, almeno in teoria, secondo El Mundo e altri giornali, per rendere possibile una coalizione di governo a guida socialista.

PERCHÈ PUIDGEMONT POTREBBE ESSERE FONDAMNTALE PER FORMARE IL NUOVO GOVERNO SPAGNOLO

La tesi, in apertura dell’edizione online del giornale El Mundo, si basa sul fatto che né il Partito popolare di Alberto Nunez Feijoo (136 seggi) né il Psoe del premier uscente Pedro Sanchez (122) hanno in mano la maggioranza assoluta. Di più, nessuno dei due partiti può conquistarla sulla base di un’intesa con la formazione naturalmente più vicina, nel primo caso la destra di Vox, nel secondo la sinistra di Sumar.
Ecco allora, tenendo come riferimento la maggioranza assoluta di 176 deputati, l’ipotesi di un ruolo di Junts: il partito di Puigdemont, ex presidente catalano ora eurodeputato residente in Belgio, avrebbe sette parlamentari e potrebbe offrire un contributo decisivo.

La condizione necessaria, annota El Mundo, è che Sanchez decida di cercare il sostegno degli indipendentisti come mai fatto prima d’ora. All’indomani del voto, il segretario generale della formazione di Junts, Jordi Turull, ha detto dell’impegno di utilizzare i risultati delle elezioni politiche come “una finestra di opportunità” per ottenere l’indipendenza della Catalogna.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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