Importanti informazioni dall’asteroide Bennu e zero richio collisione

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Meno di 48 ore alla conclusione della missione OSIRIS-Rex (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security, Regolith Explorer) sviluppata dalla NASA per raccogliere materiale proveniente dall’asteroide 101955 Bennu.

Missione iniziata l’8 settembre 2016.

 IL materiale raccolto grazie al braccio meccanico della sonda spaziale pesa 250 grammi quindi di molto superiore a i 60 grammi, minimo richiesti per il buon fine della missione.

IL viaggio di ritorno è iniziato a marzo 2021.

La sonda sta viaggiando a una velocità di 23 mila km all’ora.  Una capsula contenente il campione sarà rilasciata dalla sonda per un atterraggio sicuro nel deserto dello Utah, in un’area predeterminata.

Con il termine asteroide si intende un corpo celeste avente ridotte dimensioni, spesso inferiori al chilometro di diametro, con una composizione chimica simile ai pianeti di tipo roccioso e privo di atmosfera.

La maggior parte degli asteroidi presenti nel Sistema Solare fa parte della cosiddetta fascia principale, ovvero una regione compresa tra le orbite di Marte e Giove.  

All’interno di questa fascia è presente Cerere, con i suoi quasi 1000 km di diametro è il più grande asteroide del Sistema Solare interno, ed è stato il primo a essere scoperto nel 1801 dall’italiano Giuseppe Piazzi .

Esistono tuttavia altre zone al di fuori della fascia principale.

Gli asteroidi denominati NEA (Near-Earth asteroids) sono asteroidi che presentano un’orbita simile a quella terrestre, e sono considerati una potenziale minaccia nel momento in cui si verificano le seguenti due condizioni la loro orbita dista da quella terreste meno di 0.05 AU cioè circa 7,5 milioni di Km e devono avere dimensioni di almeno 140 m.

L’asteroide Bennu ha un diametro di 500 metri ed è classificato NEA.

Il numero di asteroidi NEA sono oggi circa 2300 tutti potenzialmente pericolosi.

Un impatto col nostro pianeta da parte di un corpo del genere provocherebbe sicuramente enormi cataclismi.

In uno studio pubblicato l’11 agosto 2021 dalla NASA, è stata ricalcolata la probabilità d’impatto con la Terra dell’asteroide Bennu , basandosi anche sui risultati ottenuti dalla missione OSIRIS-REx.

Grazie ai modelli matematici la probabilità di un suo impatto entro l’anno 2300 è dello 0,057%, cioè 1 su 1750.

 I ricercatori hanno inoltre calcolato il singolo giorno con la più alta probabilità d’impatto: il 24 settembre 2182, con  possibilità, pari a 1 su 2700.

Ad aprile 2023, Bennu occupa il 1º posto nella tabella del rischio d’impatto del Sentry (programma informatico) con il più alto valore della Scala Palermo. Non costituisce però un pericolo tale da classificarlo con un valore superiore a 0 nella Scala Torino.

In questa scala il rischio varia da zero a 10, dove lo zero  indica probabilità nulla d’impatto di un corpo di grandi dimensioni, oppure un impatto con oggetti comparabili al pulviscolo spaziale che quotidianamente colpisce il nostro pianeta, che non crea nessun danno poiché brucia nell’atmosfera.  

Il valore 10 invece rappresenta l’estremo opposto, ovvero una probabilità praticamente certa d’impatto con un oggetto in grado di provocare disastri a livello globale, e probabilmente l’estinzione di moltissime forme di vita, essere umano compreso.  

IL materiale proveniente dall’asteroide Bennu costituito da rocce e polvere raccolte dalla superficie dell’asteroide nel 2020 offrirà informazioni preziose agli scienziati in un tempo in cui il Sole e i pianeti si formavano ovvero circa 4,5 miliardi di anni fa.

La diretta della NASA inizierà alle 10 del 24 e andrà in onda su NASA TV, e. https://www.nasa.gov/nasalive. L’importanza del materiale raccolto sull’asteroide Bennu è dovuta all’essere un asteroide primitivo cioè essere costituito da materiale formatosi alla nascita del sistema solare cioè 4 miliardi e mezzo di anni fa.

Materiale costituito da composti del carbonio. Asteroidi e pianeti che colpivano la Terra durante la sua formazione avvenuta lasciando materiale organico e acqua.

Lo scopo della missione è comprendere come si è originata la vita sulla Terra e in che modo è arrivata l’acqua che forma gli oceani. Questo tipo di missione definita sample-return consentono di prelevare materiale per poi analizzarlo in laboratori posti sulla Terra. Infine studiare questo tipo di asteroide con l’orbita che“ sfiora” quella terrestre e comprendere come sono costituiti risulta certamente utile per comprendere come modificare una loro rotta di collisione con la Terra. Bennu ci fornisce notizie importanti anche ai fini di una protezione del pianeta. L’asteroide con il più alto valore della scala Torino finora calcolato è“ 99942 Apophis”, un asteroide che al momento della sua scoperta nel 2004 aveva un valore pari a 4 , successivamente declassato a zero  nel 2006.

Passerà ravvicinato alla Terra il 13 aprile 2029 ad appena 30.000 km .  

Un secondo passaggio vicino alla Terra il 13 aprile 2036 con probabilità stimata di 1  sulla scala Torino.

Una maggiore accuratezza di previsione bisognerà aspettare il cambio di orbita di Apophis nel 2029

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