Sinner: “Step mentale importante, adesso devo migliorare”. E su Sanremo: “Non andrò”

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Per lui anche la nomina ad ambasciatore dello sport italiano nel mondo

di Erika Primavera Mario Piccirillo

ROMA – Jannik Sinner “è stato appena nominato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ambasciatore dello sport italiano nel mondo“. Lo ha detto il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, in conferenza stampa. Poi, parola al campione.

NIENTE SANREMO PER SINNER

Gli inviti a Sanremo vengono spazzati via subito: “Faccio il tifo da casa. E’ un evento bello ma dopo questi due giorni a Roma l’Australia è finita e guardo in avanti: quando dovrei essere a Sanremo, dovrei lavorare ed è quello che mi piace fare. Non ci andrò”.

SINNER: “SONO LO STESSO RAGAZZO DI DUE SETTIMANE FA”

“La prendo tranquillamente. Sono contento di condividere tante emozioni con tutti, ma non c’è solo un torneo. Abbiamo tante possibilità di fare bene ma anche di fare male. Dobbiamo essere pronti, e contenti di essere in questa situazione. Gli Aus Open sono un traguardo importante. Il calore della gente si sente. Mi piace. Ma come ragazzo sono come due settimane fa”, sottolinea Sinner.

“Sarà molto importate la programmazione che stiamo facendo e che l’anno scorso mi ha fatto bene con tanta palestra, ora il fisico è abbastanza buono ma so che devo migliorare la forza e la resistenza. Posso servire un po’ meglio, fare tutto meglio ma credo che lo step importante che ho fatto è stato mentale per come affrontare le partite”.

SINNER: “RESIDENZA A MONTECARLO? LÌ MI SENTO A CASA”

“Quando ho fatto 18 anni mi sono allenato a Bordighera con il mio ex allenatore che aveva la residenza a Monaco e ha detto se andavo anche io. La cosa più bella di Montecarlo è che ci sono tanti giocatori con cui ti puoi allenare, tante palestre, tante strutture e i campi sono buoni. Onestamente lì mi sento a casa, ho una vita normale, posso andare a fare spesa con zero problemi. Mi sento bene lì”, ha spiegato.

SINNER: “IL MIO SOGNO ERA VINCERE UNO SLAM, ORA NE VOGLIO ANCORA

“La pressione è un privilegio. Quando le cose vanno bene hai sempre voglia di più. Ma sono tranquillo, stiamo lavorando per raggiungere i nostri sogni. Il mio è sempre stato di vincere uno Slam, ora so come ci si sente, e lavoriamo per ritrovare questa sensazione. Ora la cosa più bella è tornare in campo e lavorare. Ci sono tante differenze tra i primi 5 del mondo, i primi tre e poi il numero 1. Io per ora sono il numero 4. Il primo obiettivo è andare avanti per piccoli passi”. Così Jannik Sinner in conferenza stampa, che risponde anche sul suo avversario mancato in Australia, Zverev: “Zverev sarà un avversario molto importante di questa stagione. Sarà tosto da battere, non vedo l’ora di affrontarlo, è completo, ha battuto i numeri già da molto tempo. Speriamo di sfidarlo il prima possibile”.

SINNER: “RINGRAZIO CHI MI HA AIUTATO A ESSERE QUELLO CHE SONO”

“Il mio primo maestro l’ho sentito, ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato a essere quello che sono ora. Lui è stato un allenatore molto forte, tutti i migliori dell’Alto Adige sono andati da lui… Ogni tanto ci sentiamo, era emozionato dopo Melbourne. Quando sono a casa ogni tanto ci vediamo e abbiamo un buon rapporto”, ha detto Sinner.

“La cosa più importante è restare con la mia squadra, anche loro sono in mezzo a tutto questo”. Sinner si trova a gestire il clamore del successo, e vuole proteggere il suo team: “Voglio starci io – dice in conferenza stampa – e lasciarli fuori, perché non è semplice. Ma è molto più rilassante rispondere ai giornalisti che giocare in campo”. Riguardo alla gestione del team Sinner dice che “la vita che vivo è fatta di situazioni, alcune vanno bene altre male. Anche quelle con un però. Io ho avuto quel però nella testa, ho fatto una scelta che sembrava folle. Ma ho pensato, mi butto nel fuoco. Voglio conoscere un altro metodo di lavoro. Non era detto che fosse la mossa giusta. Non si sa mai. Magari oggi sarei stato più forte ancora. Alla fine sono io che scelgo. Devo capire me stesso e cosa cerco. Non è come fare la spesa, era abbastanza difficile. Ma il mio team non deve essere il migliore di tutti, ma devono essere persone che si capiscono, che ognuno fa il suo lavoro, e persone normali. Questo ho cercato”.

SINNER: “PORTIAMO TANTA GENTE AL TENNIS, È LA COSA PIÙ BELLA”

“Nello sci avevo vinto i campionati italiani quando avevo 8 anni, ero molto forte. Poi per due stagioni sono andato così così contro i più grandi, facevo slalom e gigante, era arrivata anche la discesa ma pesavo troppo poco. Invece a tennis giocavo due o tre volte a settimana, facevo qualche torneo. Nello sci se fai un errore perdi, è pericoloso, ti svegli presto per andare a -20 gradi. Il tennis è più comodo. E’ stata la scelta giusta, mi ha fatto crescere più velocemente come persona, quando sono andato via da casa e devi stare dietro a tutto”. In conferenza stampa a Roma Jannik Sinner torna sui suoi esordi, e sa di essere traino del movimento: “Portare più gente possibile al tennis, è la cosa più importante. E’ sano, c’è competizione ma non il contatto. Ti serve solo una racchetta e una pallina. Quel passo lì è quello più importante che stiamo facendo. Non dimentichiamo che Fognini, poi Berrettini, oggi io… Tutti noi stiamo facendo qualcosa per il futuro del tennis italiano. Mi fa piacere che ci sia più movimento”.

“Con Alberto Tomba ci sentiamo, è un bravissimo tipo. Lui è una leggenda e già solo essere in contatto con lui mi emoziona. Speriamo di andare a sciare insieme, sarebbe speciale. Gliel’ho chiesto a Natale ma doveva stare con la famiglia. Speriamo si possa organizzare”., ha poi raccontato.

Agenzia DIRE www.dire.it

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