Divieto di pubblicità dei giochi, Agcom: multa da 388mila euro a un operatore online per violazioni del decreto Dignità

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ROMA – L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha inflitto una multa da 388mila euro a un operatore di gioco online per violazioni del decreto Dignità, che proibisce ogni forma di pubblicità dei giochi. Nel mirino dell’Autorità, riporta Agipronews, è finito il rapporto contrattuale tra il concessionario Vincitù e la società Top Ads (già multata a febbraio per 1,6 milioni di euro per pubblicità dei giochi su varie piattaforme social), la quale, attraverso il content creator Spike Slot, ha promosso i siti di gioco di Vincitù “Betroom” e “Wincasino” attraverso i propri canali social con contenuti a carattere pubblicitario.

 LA VICENDA – Il tutto è scaturito da una relazione della Guardia di Finanza datata 20 febbraio 2023 in cui veniva evidenziato il ruolo dell’operatore come “trait d’union” tra la società maltese Top Ads e i creator italiani “per l’attività di pubblicità di giochi d’azzardo sulla piattaforma Twitch”. Il tutto, però, senza che venissero riscontrati elementi chiari a identificare una violazione da parte dell’operatore, sottolineando, quindi, la necessità di svolgere controlli più approfonditi. Da tali controlli, svolti dalla stessa Gdf e dall’Agcom, è emersa l’esistenza di cinquanta contratti tra Vincitù e soggetti terzi, di cui trenta siglati con soggetti che – attraverso un’interfaccia personalizzata nei colori e nel logo (le cosiddette Skin online) – consentono di accedere ai canali di gioco di proprietà dell’operatore in questione, e venti denominati “contratti di web affiliazione”, stipulati con soggetti terzi che gestiscono perlopiù siti di comparazione online di giochi online.

Per quanto riguarda questi ultimi, l’Autorità fa sapere che “dall’esame dei contratti non emergono elementi atti a provare che il concessionario possa incidere sulla struttura del sito di comparazione o determinarne l’assetto grafico e la modalità di presentazione della propria offerta. Inoltre, nei suddetti contratti è presente un richiamo al rispetto delle previsioni normative del decreto Dignità”. Per quanto riguarda le Skin, invece, sono stati individuati due contratti che hanno rappresentato una violazione del decreto Dignità, ovvero proprio i due stipulati con la società Top Ads, i quali “si sono effettivamente tradotti in un’attività di promozione attuata mediante una forma di comunicazione pubblicitaria”. In relazione agli altri 28 contratti di questo tipo, invece, “non è stata riscontrata evidenza né acquisita alcuna prova documentale dell’eventuale diffusione di contenuti illeciti”. Vincitù ha trenta giorni per pagare la multa, a decorrere dalla notifica della delibera Agcom, e 60 giorni per presentare ricorso al Tar Lazio.

AB/Agipro

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