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Chiara Pavoni tra cinema, radio e teatro

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E’ considerata una delle icone del cinema indipendente. Dopo i successi internazionali del film “Three the movie” diretto da Elisabetta Minen, e di “Altin in the city” diretto da Fabio Del Greco, l’attrice Chiara Pavoni si racconta parlando dei nuovi progetti cinematografici, della sua esperienza come modella, del suo impegno in radio e del teatro dove interpreta spesso storie di donne in difficoltà. Sempre attenta alle problematiche sociali è in prima linea contro ogni forma di violenza. La incontriamo per una breve intervista. 

Sarai “Fanny” in Xpiation, un film scritto da Andrea Cavaletto per la regia di Domiziano Delvaux Cristopharo. Ci anticipi senza svelare troppo chi è questo personaggio?

“Raffinato, anticonvenzionale, soggiogante”.

Sei impegnata come modella e hai partecipato recentemente ad un workshop di light painting. In cosa consiste?

“Consiste nel dipingere con la luce, utilizzando delle fonti di luce esterne come un pennello per produrre effetti su una fotografia. Gli effetti che si ottengono con questa tecnica non sono realistici, ma direi fiabeschi e permettono di modificare appunto la realtà con la propria fantasia…una percezione quasi metafisica della realtà”.

Da attrice sempre attiva nel sociale a speaker di Radio Impegno. Che cosa significa per te lavorare in radio?

“Lavorare in radio è spesso considerato più una passione che un lavoro. Nella realtà richiede grande fatica, sacrificio ed impegno, si lavora in orari improponibili e spesso nei weekend e nelle festività. Servono ore ed ore post diretta per preparare il programma, e sei obbligata a essere sempre positiva, attenta e brillante qualsiasi cosa stia succedendo. Ma tutto è ampiamente ripagato dall’amore immenso per questo mezzo che permettere di trasmettere le emozioni più vere e profonde delle persone che intervisto aprendo i loro cuori a più ascoltatori possibili”.

Ti abbiamo visto recitare un monologo sul tema delle spose bambine. Che cosa hai provato nell’interpretare questa tragica realtà?

“E’ un dramma, una piaga sociale che tocca diversi paesi nel mondo. Ho provato la negazione del sentimento di libertà e amore. Ragazzine che diventano madri già a 12 anni se non prima e spesso proprio perché bambine muoiono di parto nell’ indifferenza di tutti. Matrimoni precoci e combinati che non permettono nessuna possibilità di lasciare quell’uomo adulto che ti hanno scelto, condannandoti a vita all’infelicità e all’oblio.”

Da pochi giorni è nelle librerie “Roma, la verità violata” di Giuseppe Lorin, edito da Alter Ego. La PM Management Group Production di Piero Melissano ti ha scelto tra i protagonisti del film tratto dal romanzo, diretto da Daniele Franceschini e Andrea Mercatante. Il tuo ruolo sarà Antonella Ambrosetti, una insegnante momentaneamente cieca. Come stai entrando nella parte?

“In realtà non mi preparo alla parte, cerco semplicemente di sentirmi ed essere cieca. 

L’estate per te cosa rappresenta?

“L’estate è la ‘mia’ stagione, non solo perché ci sono nata ma per il sole, il mare, la luce e il calore che fanno parte del mio DNA”.

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