Mina sul governo: la Bce può sospendere il Quantitative easing

In quella data il board della Bce deciderà se sospendere l’acquisto di titoli di Stato, che danno respiro alle economie nazionali

Se il nuovo governo gialloverde punta da subito a interventi a costo zero (abolizione dei vitalizi in primis) rimandando a dopo il 2019 le vere riforme a carattere strutturale (pensioni e flat tax), il primo vero grosso ostacolo sarà rappresentanto dalle scelte della Bce del prossimo 14 giugno. Perché in quella data il board deciderà se proseguire o meno il Quantitative easing, l’acquisto di titoli di Stato che negli ultimi mesi hanno tenuto a galla economie in difficoltà come quella italiana, che ha risparmiato circa 70 miliardi in meno di tre anni.

Il piano Draghi, partito da ottanta miliardi al mese, ridotto prima a sessanta e ora a trenta, scade il 30 settembre. È probabile ci sia un’ ultima proroga fino a dicembre con acquisti pari a dieci o quindici miliardi di euro al mese, poi si arresterà del tutto. Se giovedì Draghi annuncerà la novità, la curva dei tassi di interesse inizierà subito a virare. Gli spread saranno ancora più sensibili, e i rendimenti dei titoli di Stato saliranno ancora.

Diverse voci fanno pensare alla fine del ‘bazooka monetario‘ con cui Mario Draghi ed il suo famoso “whenever it takes” hanno fino ad ora difeso l’Eurozona. A partire ovviamente dai paesi del Nord, da sempre critici verso il Qe. Il passo indietro della Bce, che ha gonfiato il proprio bilancio fino a superare in termini assoluti quello della Banca del Giappone, era ed è tuttavia ampiamente atteso.

“Non è una sorpresa che da qualche tempo i mercati si aspettino che gli acquisti netti di titoli finiscano entro il 2018″. Per come stanno le cose, trovo plausibili queste aspettative” – ha detto in proposito Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e membro del consiglio direttivo della Bce -. “sarà un primo passo nel lungo cammino verso una normalizzazione della politica monetaria”. Weidmann – riporta la Bloomberg – parlando in un videomessaggio durante una conferenza a Berlino ha detto che “ci si aspetta che l’inflazione torni gradualmente verso livelli compatibili con la nostra definizione di stabilità dei prezzi”.

Toni simili da Klaas Knot, membro del consiglio direttivo della Bce durante un intervento al Parlamento olandese a L’Aja. Knot ha osservato che le prospettive d’inflazione stanno convergendo verso livelli vicini ma inferiori al 2% e che sono “stabili” da un po’, oltre che meno dipendenti dallo stimolo monetario.

Infine Peter Praet, membro del comitato esecutivo della Bce, che ha di fatto confermato le indiscrezioni secondo cui la riunione del 14 giugno a Riga discuterà la tempistica per l’uscita dal quantitative easing. “E’ chiaro che la prossima settimana il consiglio direttivo dovrà fare questa valutazione, se i progressi fatti finora sono stati tali da richiedere una graduale uscita dai nostri acquisti netti”.

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