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Questo si che e’ un “animale” politico

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Salvini sul trono d’Europa

Finalmente uno con le “palle”, era ora! Chiusi i porti, polso duro, petto in fuori, testa alta e fatti, non più chiacchiere. Arriva al Viminale il leghista che ama l’Italia, il Patriota con la “P” infinitamente maiuscola che desidera il benessere e la salvaguardia dei nostri figli e un leader che dice basta ad un’Europa franco-germanica troppo sconsiderata. E’ arrivato il “Re Mida” che della concretezza intende fare il suo modus operandi per il prossimo futuro. Il buonismo becero ha stancato gli italiani, distrutto il tessuto sociale del Paese e violentato le strade delle nostre città. Quest’uomo dice NO agli immigrati ma sostiene con fermezza e veemenza che il sostegno gli va offerto alla fonte, ovvero nelle loro martoriate “Regioni”. Non ci fa una piega. Marshall insegna!

Il piccolo Macron vuol fare il “maestrino” d’asilo ma ha sbagliato persona. Non ci sono più le pecorelle di qualche anno fa in quel di Chigi ma un uomo che non teme nessuno. Le cancellerie tremano, la tenacia premia, l’Italia sta tornando ad essere uno Stato forte. Poche battute, qualche atto di orgoglioso decisionismo e i macisti diventano un po’ meno arroganti. Dopo decenni si respira un leggero profumo di sovranità, quel genere di autorevolezza che, a memoria d’uomo, non la si vedeva dai tempi di Craxi a Sigonella. La Merkel ora si sveglia e abbozza un accenno di solidarietà verso Roma, il “geniotto” parigino si dimentica che l’Italia, se vuole, può essere “immensa” come la sua Francia e soprattutto non si rende conto che – proprio lui – nulla ha fatto per le migliaia di anime disgraziate sbarcate fin’ora sulle coste del mediterraneo. Il Peter Pan d’oltralpe ha anche memoria corta, poiché potrebbe e dovrebbe spiegarci chi e cosa ha scaturito questo esodo biblico proveniente dalla vicina Libia.

Una finta misericordia ad orologeria, solo quando gli amici italiani della Le Pen intendono mettere (giustamente) i puntini sulle “I”. Le furiose bastonate della gendarmeria sulle spiagge verso gli inermi o l’intrusione a Bardonecchia con il disperato al seguito svaniscono nel nulla, come per incanto. E se lo avessero fatto i nostri carabinieri? Apriti cielo!!!!

Che, come “razza”, sono estremamente saccenti e prepotenti è fuor di dubbio. Subiamo questo ignobile trattamento sin dai tempi di Napoleone, che fece della nostra penisola il suo giocherello. Anche nelle cose più banali e spicciole tendono sempre ad affermare la proprio spocchiosa supremazia, vedi le stellette sulle giacche degli Chef e la guerra delle bollicine o dei formaggi. I loro prodotti sono sempre i migliori!

Se Franklin Delano Roosevelt, un vero Statista, non tollerava il “trionfante” De Gaulle, cacciato anni prima vergognosamente dalla sua terra in quella che venne definita la guerra lampo, un motivo ci sarà stato. Arriva sulle Champs-Elysées come fosse il padrone del mondo. Ma tante e troppo sono state le prese per i fondelli che ci è toccato subire in passato, dalle marocchinate (infamia sanguinaria alle povere ciociare rimasta impunita) alle clamorose bugie sul DC9 Itavia di Ustica che ancora rimangono nascoste negli archivi militari di quei feroci “buon samaritani” che ci confinano. Bocconi amari. Così come le “vignettacce” di Charlie Hebdo sui nostri terremotati, dipinti in mezzo a delle sfoglie di pasta al forno come carne da ragù. Noi, invece, da emeriti idioti ma tanto bonaccioni, abbiamo pianto per loro.

E allora ecco che, a quasi 5 lustri dalla caduta della gloriosa Prima Repubblica, arriva lui, l’uomo che serviva, nel momento giusto e al posto giusto. Precedentemente non creduto, poco apprezzato e troppo sottovalutato. Ora, dopo le prime battute, sicuramente stimato, profondamente odiato ma piacevolmente (per noi) temuto.

Sveglia “ragazzacci” di Bruxelles e Strasburgo, qui non si scherza più! I tarallucci e il “vinaccio” son finiti, adesso per l’Italia vengono prima gli italiani, poi, subito dopo, ma con molto distacco, arrivate voi. So che non può piacervi ma questa è la realtà cocente che vi ha messo di fronte un neo Ministro dell’Interno tutto “cojones” e poche “ciance”

Ad Maiora amici.

(Mirko Crocoli)

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