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Gli attacchi ddos nel gioco online e le misure di sicurezza dei siti

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La frode rimarrà sempre un passo avanti alla sicurezza? Non necessariamente, almeno nel digitale. L’enorme diffusione del gioco online nella vita dei cittadini di diversi Paesi ha attirato l’attenzione di diversi interessi economici, tra cui ovviamente quelli di chi per guadagnare si impossessa del denaro altrui. Ma gli account degli utenti possono contare su diverse protezioni, almeno per quanto riguarda i casinò online sotto il dominio AAMS. Una delle principali minacce a questa nuova forma di intrattenimento sono gli attacchi ddos, Distributed Denial Of Service, ovvero l’oscuramento tramite più fonti del servizio fornito ai client. Un modo per bloccare il divertimento e provare a impossessarsi dei dati e dei fondi degli utenti.

I dati più recenti indicano che nel 2017 sono stati 60.000 gli indirizzi IP di OVH ad aver subito almeno un attacco DDOS. Se si conta che gli account attivi in Italia sono circa 3,5 milioni nei siti di gambling, si intuisce la portata del fenomeno. In media si contano circa 1.800 attacchi DDoS ogni giorno. La fascia oraria più colpita è dalle 19 alle 21, quando si verifica in genere il maggior flusso di denaro. Non è difficile trovare una possibile motivazione, essendo un momento in cui sia i neomaggiorenni sia i lavoratori trovano tempo libero dalle loro principali attività. Nella maggior parte dei casi i vettori di attacco sono conosciuti, come l’UDP (27% dl totale) e il SYN Flood (21%), permettendo a delle reti organizzate di respingere il tentativo. Nell’ultimo periodo gli hacker stanno mostrando una tendenza a massimizzare il numero di pacchetti al secondo, inviandone di più piccoli per creare difficoltà nella difesa del server.

Non solo azzardo, perché Minecraft si trova in prima posizione nella graduatoria. Attenzione però a circoscrivere il fenomeno entro la categoria dei grandi provider di hosting. Ogni utente di internet è potenzialmente attaccabile a livello informatico. L’obiettivo degli hacker in genere è rendere inaccessibili alcune risorse di rete, e l’interesse di solito non è sul singolo internauta. Lo scopo è richiedere denaro all’azienda attaccata tramite estorsione di denaro, calcolato in base al potenziale denaro perso dalla vittima. In alcuni casi però la strategia è più conservativa, e prevede il semplice danno ai competitors per creare un flusso dei loro clienti. Sottile, subdolo, ma tristemente efficace.

Ovviamente il fenomeno descritto finora è pesantemente contrastato dalle strutture legali e dai sistemi di difesa. Per questo motivo è importante per chi gioca d’azzardo iscriversi soltanto a portali contrassegnati dal simbolo di AAMS, che si occupa della prevenzione da fenomeni di frode con gli strumenti più sofisticati. Il controllo avviene sia su chi gestisce i server sia su chi vi accede, per tutelare gli interessi di titolare e cliente. I siti “.com” invece hanno un utilizzo completamente slegato al monopolio di Stato e alle sue regole, risultando più semplici da attaccare. Un dettaglio non indifferente, quando si parla dei vostri soldi..

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