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Russia-Israele nei cieli di Siria a colpi di tecnologia

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La Russia sfida Israele, con missili antiaerei più moderni ad Assad.
-L’annuncio del ministro della Difesa: entro due settimane forniremo gli S-300.
-E Israele mette in campo di suoi F-35 Stealth 

Super armi, ma per ora è solo sfida tecnologica

Russia-Israele nei cieli di Siria. L’aviazione israeliana che va avanti e indietro e poi, nascondendosi dietro la traccia radar di quadrimotore russo da ricognizione, provoca l’abbattimento dell’Ilyushin con 15 militari, colpito per errore dalla contraerea siriana armata con i vecchi S-200. Brutto colpo. Mosca, nella tesissima situazione mediorientale ancora aperta in Siria e sul fronte Iran, non strepita, ma come aveva promesso, fa. La Russia fornirà alla Siria i moderni sistemi anti-aerei S-300, molto più avanzati rispetto agli attuali S-200, annuncia il ministro della difesa russo.

Fine di una tacita intesa

Malizia aviatoria israeliana, ma l’incidente sembra dovuto anche anche ai sistemi antiaerei obsoleti siriani, non in grado di distinguere elettronicamente gli aerei nemici da quelli amici. Di corsa Mosca ha deciso di consegnare subito gli S-300 in Siria. Vecchio contratto, dal 2013, sospeso -pensate un po’- proprio su richiesta israeliana. Con l’aviazione di Israele che ha condotto solo in questi ultimi cinque mesi centinaia di raid in Siria contro Pasdaran iraniani e milizie sciite Hezbollah. Silenzio-assenso Mosca-Tel Aviv, rotto adesso dall’abbattimento dell’Ilyushin radar.

Putin a Netanyahu

Giustificazione incontestabile: «aumentare la sicurezza delle nostre truppe in Siria». La decisione, precisa il ministro Shoigu, presa da Putin, a suggerire ad Israele di darsi una calmata. I militari siriani delle difese anti-aeree «hanno già ricevuto l’addestramento» e quindi gli S-300 saranno operativi in tempi brevi. Radar molto più potente che individua obiettivi fino a 350 chilometri, e missili più veloci e agili, in grado di mettere in seria difficoltà gli F-16 israeliani. La mossa, assieme alla chiusura dello spazio aereo siriano, è un segnale chiaro allo Stato ebraico: risposta a nuovi raid molto più decisa.

Risposta israeliana, gli F-35

Israele però dispone di una dozzina dei molto discussi F-35 della Lockheed Martin, i ‘Joint Strike’ a bassa visibilità radar, che possono essere usati in missioni notturne senza essere individuati dai sistemi di difesa russa, salvo verifica sul campo. Finora l’aviazione israeliana li ha usati soltanto una volta, come test operativo. Ora i jet “stealth” potrebbero essere la risposta alle nuove difese siriane. Gli F-35 concepiti proprio per distruggere le difese aeree -come gli S-300 e gli ancora più avanzati S-400 (a difesa delle basi russe)- per permettere ai bombardieri ‘tradizionali’ di colpire. Rischio guerra aperta.

L’F-35 israeliano caratterizzato da un maggiore raggio d’azione per estendere il raggio d’azione dello JSF per ridurre i rifornimenti in volo nelle missioni a lungo raggio. L’attuale raggio d’azione di un F-35 è di circa 1150 km. Se l’F-35 israeliano incrementasse del 30% il suo ‘flight range’ potrebbe colpire obiettivi iraniani. Tuttavia, anche con questa maggiore capacità, il caccia avrebbe sempre necessità di rifornimento in volo dato che gli obiettivi iraniani sono a una distanza minima di 1000 km. Israele avrebbe già modificato l’F-35, l’hardware originale e svariati sistemi di guerra elettronica.

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