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Guaiana, Mosca ha respinto le firme per i diritti dei gay

Estero

ATTIVISTA PARLA A MILANO, PROCESSO IN RUSSIA IL 29 MAGGIO

‘Le casse con le firme cartacee sono state requisite e ci e’ gia’ stato detto che la procedura non andra’ avanti. Noi allora le invieremo in formato digitale’. Lo ha detto Yuri Guaiana, l’attivista per i diritti umani arrestato e rilasciato ieri in Russia dopo una raccolta di firme contro la discriminazione dei gay in Cecenia. In una conferenza stampa a Milano, ha precisato che ‘il processo agli attivisti russi e’ stato indetto per il 29 maggio, io potro’ affrontarlo da contumace ma loro no’.

“In Cecenia gli omosessuali vengono uccisi, sono considerati una macchia per la loro famiglia. È in corso una persecuzione molto violenta. Di fronte a queste violazioni dei diritti umani è evidente che bisogna agire”. Lo ha detto l’attivista radicale e membro dell’associazione Certi Diritti Yuri Guaiana, nel corso di una conferenza stampa questa mattina a Milano. Parlando alla stampa dopo il rientro da Mosca, dove ieri era stato fermato dalla polizia mentre con altri militanti cercava di consegnare le firme raccolte in tutto il mondo per chiedere un’inchiesta sulle persecuzioni in Cecenia, Guaiana ha spiegato che “abbiamo svolto ogni attività in coordinamento con gli attivisti russi, che sono le persone che permettono ai gay in Cecenia di fuggire e di salvarsi” e che “siamo arrivati a oltre 2 milioni di firme, ben oltre il totale degli abitanti della Cecenia. Siamo riusciti a coordinare la consegna delle firme in modo da dare più peso alla nostra richiesta: quella di aprire un’inchiesta su quanto accade in Cecenia”.

“Siamo andati a Mosca perché ce lo hanno chiesto gli attivisti russi: volevamo attivare quel poco che rimane dello stato di diritto in Russia e avviare la procedura amministrativa per fare sentire la pressione internazionale”, ha raccontato Guaiana ai giornalisti. “Abbiamo tentato di seguire la strada – regolare in Russia – della consegna di una petizione da protocollare con tutti i crismi. Per tentare di convincere il potere a fare ciò che deve secondo le proprie leggi: ricordiamoci che la Federazione Russa ha firmato i trattati internazionali, fa parte del Consiglio d’Europa e deve rispettare i diritti dei propri cittadini”, ha sottolineato l’attivista. “Ci hanno detto che la consegna manuale è più efficace di quella digitale: per questo mi sono offerto di fare la consegna con loro, perché prevedevamo possibili difficoltà” ha aggiunto Guaiana, precisando che tra le accuse formulategli in seguito al fermo, oltre a quella di manifestazione non autorizzata, “ci contestato la resistenza a pubblico ufficiale, cosa che dal video che abbiamo pubblicato si vede essere assolutamente falsa. Siamo stati tutti mandati a processo, che si svolgerà il 29 maggio in russia”. Il rischio per i 5 attivisti è la detenzione fino a 15 giorni e il pagamento di un’ammenda. “Abbiamo garantito la copertura economica per gli attivisti russi e gli avvocati sono già al lavoro”, ha assicurato Guaiana.

 

redazione | maggio 12, 2017 alle 2:26 pm | URL: http://wp.me/p5104f-qa0
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