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Ricordando Lele

Arte, Cultura & Società

di Pierfranco Moliterni

Chissà se il pubblico pugliese ‘in’, quello che oggi frequenta teatri e sale da concerto, sa chi sia il Lele Luzzati (1921-2007) ricordato a Bari nella sede del GranTeatrino sabato 20 giugno, e quale peso abbia avuto questo artista genovese nella economia dello spettacolo italiano a 360 gradi, avendo egli abbracciato la missione di svecchiare i dettami della scenografìa con un proprio tratto, inconfondibile per davvero. Luzzati è infatti stato inarrivabile autore di una vera e propria cultura figurativa capace di usare ogni sorta di materiale per avvicinare il pubblico al mondo fantastico della narrazione teatrale. In tal modo egli ha costruito alcune delle sue scenografie più belle e famose per teatri musicali italiani come Armida di Rossini per la Fenice di Venezia o la Donna Serpente” di Carlo Gozzi; spesso in un assemblaggio di immagini e figure senza tempo: pupi siciliani mescolati al museo delle cere, biciclette dorate e megafoni, stilemi rococò e Salgari, Klimt e Fussli, bambole meccaniche alla Lewis Carroll, cantastorie siciliani e vamp di Hollywood, scatole a sorpresa con all’interno un testone di drago.

La sua biografia ci dice che per i principali teatri italiani ed europei ha realizzato più di 500 scenografie per spettacoli di prosa, lirica e danza; ha illustrato e scritto libri dedicati all’infanzia, ha eseguito pannelli, sbalzi ed arazzi collaborando con grandi architetti per arredi e locali pubblici. Nel corso della sua carriera sono infine da ricordare le collaborazioni con il London Festival Ballet, con il Glyndebourne Festival, con la Civic Opera House di Chicago e la Staatsoper di Vienna.

Ma a noi pugliesi (e baresi) interessa  il suo felicissimo incontro, avvenuto nel lontano 1984,  con Paolo Comentale e il suo “Granteatrino” in un rapporto fondato sul comune amore per la maschera-personaggio di Pulcinella: Emanuele-Lele Luzzati ha infatti disegnato il logo della compagnia barese, un Pulcinella stilizzato che, in omaggio alla Puglia, è posto accanto ad un piccolo trullo; inoltre il maestro genovese ha firmato i bozzetti delle scene di molti spettacoli nonché alcuni manifesti di questa benemerita compagnìa che dedica ogni fatica ed entusiasmo creativo al mondo dell’infanzia. L’Associazione barese GRANTEATRINO  si è infatti costituita nel 1983 per promuovere il recupero e il rilancio, in sede pugliese, del teatro popolare dei burattini, dei pupi e delle marionette, e da allora ha proseguito, ininterrottamente, l’attività di diffusione e sensibilizzazione relativa al teatro di figura unita ad un’intensa produzione di spettacoli.

Anima della associazione è Paolo Comentale, radicatosi  a Bari dalla piccola cittadina d’origine di Gragnano in quel di Napoli; proprio a Bari dove ha iniziato la sua esperienza nel teatro di strada e nello studio delle tecniche dell’animazione teatrale, Comentale ha riscoperto la figura-principe del teatro popolare partenopeo e ha quindi fondato la sua compagnia indirizzando la personale ricerca sulla figura di Pulcinella intesa come simbolo del teatro italiano. Nel tempo, e con l’aiuto del bravo assessore alla cultura del Comune nella giunta Di Cagno Abbrescia, prof. Mimmo D’Oria, la Casa di Pulcinella si è guadagnata sul campo una propria sede posta in alcuni locali dello ex-stadio della Vittoria ed è diventata anche una vera e propria “casa museo” di Lele Luzzati, degna quindi di essere inserita nei percorsi turistici e culturali della città adriatica e della Puglia. L’affollato spettacolo-sintesi di sabato 20 è voluto essere un omaggio-ricordo al grande e indimenticabile Lele Luzzati, ma anche una riproposizione della ineludibile funzione educativa della compagnìa che, nonostante le difficoltà del comparto teatrale pugliese, vive e opera grazie a Paolo Comentale.

(Pierfranco Moliterni)


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