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Non solo musica. Dalla musica alle parole: uno strumento, un libro

Arte, Cultura & Società

di Piefranco Moliterni

Una bella idea, non c‘è che dire, quella ‘partorita’ della testa pensante (sempre capace di rinnovarsi) del m° Rino Marrone a capo del suo Collegium Musicum . E non parliamo qui del concerto inaugurale della stagione 2017 che vedeva il già ‘barese’ Maurizio Micheli fare da voce recitante alle avventure di Pinocchio su musiche di Fiorenzo Carpi, ma al concerto di Giuseppe Carabellese di sabato scorso, 3 giugno, tenutosi nel bel parco di Villa La Rocca sede universitaria della Accademia Pugliese delle Scienze. Costui è un violoncellista giovane e veramente bravo che suonava (a memoria!) i brani delle suites per cello solo di Bach, introdotte dalla lettura chiara e ‘movente’ dell’altrettanto capace attore Rocco Capri Chiumarulo su testo di un libro di Eric Siblin in grado di mischiare la vita vissuta di Pablo Casals (uno dei più grandi violoncellisti di sempre) con le sue suggestioni indotte, appunto, dalle note di Bach. Una bella idea che il numeroso pubblico presente ha apprezzato e che noi vorremmo vedere sempre più numeroso, magari di età giovanile per ‘sfruttare’ tali occasioni gratuite che vengono offerte alla comunità cittadina barese e non solo dai grandi e affermati enti di produzione/distribuzione della musica d’arte : vedi Fondazione Petruzzelli e Camerata Musicale Barese.

Giuseppe Carabellese appartiene ad una famiglia di musicisti (insieme alle sue due sorelle: una violinista ed un’altra violista) che costituiscono la mia personale “invidia” in quanto quella è una famiglia di giovani tutti dediti alla grande Musica, la musica difficile da suonare e non da strimpellare su qualche flautino scolastico o chitarrina scordata: dura fatica che i giovani come loro, sin dalla età adolescenziale, intraprendono sui banchi del Conservatorio musicale, il ‘Piccinni’ di via Brigata Bari in questo caso, nel ‘loro caso’. Anni dopo anni (7 per lo meno!) i musicisti si ‘dimenano’ su tastiere, fiati, voci, corde, per comunicare a se stessi e a chi li ascolta una emozione, una Grande Emozione cioè, che solo la Grande Musica è in grado, sempre, di trasmettere, a tutti. Si tratta solamente di ‘educare’ i ragazzini all’ascolto e poi alla pratica strumentale, e non vedo perché mai genitori e nonni debbano scorazzarli tra piscine e campetti da calcio e non invece in una struttura che li avvìi alla musica, a suonare qualcosa, decentemente e che non sia solamente il campanello della porta di casa. Accennavamo dunque al Conservatorio di musica statale in via Brigata Bari 26, istituto pubblico intitolato al genius loci Niccolò Piccinni, musicista europeo del XVIII secolo; là in queste settimane prendono avvìo i tradizionali ‘Saggi’ di fine anno, quando giovani allievi suonano davanti ad un pubblico che li ascolta; essi provano dunque a padroneggiare le note sulle tastiere dei loro strumenti ma anche a dominare la comprensibile emozione che li prende, sempre, quando suonano davanti a chi non li conosce ma li apprezza, comunque.

Anche questo è un bell’esercizio che lima la maturità, la capacità emozionale, che insomma fa diventare grandi! Quindi dal 29 maggio al 24 giugno 2017, nelle due sedi conservatoriali, solitamente nel tardo pomeriggio, almeno un centinaio di giovani musicisti in formazione si cimenteranno in svariati brani ‘classici’, essi allievi di ben 70 docenti che li hanno preparati a dovere.

Ancora una volta rivolgiamo il nostro personale invito ai lettori del <<Il Corriere Nazionale>>: andare ad ascoltarli fa bene allo spirito seguendo il denso programma approntato dalla prof.ssa Caldarola (pianista e didatta, ma anche intellettuale di sana tempra). Ci si arricchirà e si incoraggeranno ancor più alunni e docenti di quel meritorio istituto.

Pierfranco Moliterni


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