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“Contro il cancro una sana alimentazione è maggiore consapevolezza”

Noi e la Salute

ALTAMURA -Un messaggio altamente educativo è scaturito dal convegno organizzato dalla Commissione “Pari opportunità del Comune di Altamura”, presieduta dall’Avv. Rosa Melodia sul tema “Alimentazione e Tumori: dalla prevenzione al supporto della malattia” ed è, a mio avviso, degno di essere maggiormente divulgato per rendere consapevole la Cittadinanza. È questa, per’altro, la finalità presente in ogni intervento, a partire dall’introduzione.

ll convegno è stato articolato lungo due direttrici, grazie alla competente e stimolante provocazione del moderatore il dr. Pietro Scalera: La Prima, quella sanitaria, egregiamente tracciata dall’illustre oncologo, dell’Ospedale di Venere, di Bari, prof. G. Palmiotti che ha donato alla affollata platea preziose raccomandazioni sia per prevenire i tumori che per supportare la malattia,soffermandosi in modo particolare sulle nuove frontiere per sconfiggere “Il Furbo Cancro” sempre pronto a risorgere.

La seconda, interpretata dalla Dirigente dell’Asl dr.ssa M. Forte, ben spalleggiata dal master-chef A. Sbisa, ha fornito in modo organico, da riconsciuta specialista dietologa e nutrizionista, utili indizicazioni sia per una Corretta Alimentazione,in generale, che una specifica, per i Malati di cancro, esaltando a buon diritto un modello alimentare e uno stile di vita che deve essere esteso e maggiormente praticato da tutti.

Ciò premesso, mi piace partire ed evidenziare però, un dato sorprendente e confortante contenuto nel rapporto Annuale sulla Salute riferito a ben 163 Paesi da parte del prestigioso Istituto Scientifico Americano “Blooberg Global Health index” che attribuisce all’Italia il Titolo di Paese più Sano al Mondo. Non c’è dubbio che alla scalata della classifica, in prima istanza, ha contribuito il riconoscimento alla Dieta Meditteranea, che dal 2010, è divenuta patrimonio immateriale dell’Unesco, e le specifiche caratteristiche della stessa, che promuove il giusto equilibrio alimentare fatto di “Carboidrati, Proteine e Vitamine” utili a prevenire patologie Neurovegetative, cardiovascolari e obesità e che ha trovato un convinto riferimento e consenso anche da parte del Moderatore e dei relatori del convegno.

Infatti è stato dichiarato e confermato dagli stessi che l’uso alimentare “di frutta e verdura, di legumi, di cereali, di olio extravergine d’oliva, farine integrali e con uso limitato e moderato quantità di carni e formaggi” possono rappresentare la strada vincente per facilitare la diminuizione del colesterolo, dello stress e dei trigliceridi. Non di meno importante il ruolo esercitato dalla “Cucina Mediterranea” che il mondo intero sta riscoprendo per il suo gusto, per i suoi sapori e sopratutto per i vantaggi per la salute e per il corretto e sano utilizzo del cibo e dei suoi prodotti.

Mentre ascoltavo con attenzione i diversi interventi, mi è tornato alla memoria una mia personale esperienza, vissuta negli Stati Uniti, nella mia qualità di presidente del consiglio, invitato dai produttori di olio della nostra Regione a promuovere, come Ambasciatore, l’olio d’oliva Pugliese.

Durante la mia visita ufficiale al Sindaco della città di Buffalo, nello Stato di New York, con una nutrita delegazione di pugliesi nel mondo mi sono trovato di fronte un uomo alto 2 metri e piuttosto obeso, appunto il Primo cittadino e rompendo il protocollo, e sempre ossesionato dal dovere della promozione dell’olio, mi permisi di inserire nel mio saluto istituzionale un passaggio, quasi un invito e dissi all’illustre Sindaco che per frenare la tendenza degli Americani alla diffusa obesità occorreva adottare la “Dieta Meditteranea“, non ancora ufficialmente riconosciuta, che prevede, tra l’altro, la eliminazione del burro e della Margarina e l’utilizzo dell’olio extravergine pugliese. Il sindaco in modo intelligente e sopratutto consapevole del suo stato fisico, con un sorriso disarmante, mi rispose che aveva colto il messaggio e che avrebbe avviato una campagna di educazione alimentare nelle scuole della sua città, dando l’esempio per primo.

Rientrando, pensai, che era doveroso ed opportuno attuarla anche in Italia e sopratutto verso i nostri giovani per educarli a scoprire

la genuità dei nostri prodotti e della cucina dei nostri nonni, fatte di cose semplici (Pane, olio, vino, cereali, legumi) e sul nostro territorio come non esaltare la lenticchia delle Terre della Murgia, che gode già del riconoscimento I.G.P. Italiano ed Europeo; o come dimenticare la raccomandazione di mia madre di prendere un cucchiaio di olio ogni mattina, quale migliore antiossidante.

Mangiare è uno dei più grandi piaceri della vita, ma mangiare bene non può significare solo saziarsi.

Gli esperti, medici e nutrizionisti, ci ricordano che una corretta alimentazione è fondamentale per mantenersi in salute, e per prevenire una serie di malattie molto gravi, come quella cardiovascolare, l’obesità e il diabete. Ben vengano dunque inziative di questa valenza, tendenti a promuovere “Stili e Percorsi di Vita Sana” utili a contrastare rischi per la salute come fumo, alcol, sedentarietà ed obesità.

Far conoscere, far condividere, diffondere messaggi correti sull’argomento è, a mio avviso, un dovere istituzionale della Politica, della Sanità, della Scuola e dei Mass Media che in modo competente devono intensificare i percorsi di “Educazione al Cibo” definendo le regole essenziali da rispettare per una Sana Alimentazione. A tal proposito, come non ricordare i ripetuti suggerimenti dati agli alunni durante la mia attività didattica, che accanto a quella fisica e motoria dovevano conoscere bene le regole sulla sana alimentazione, consistente nel consumare 5 pasti al giorno, suddivisi in 3 principali e 2 spuntini, accompagnati sopratutto da abbondanti porzioni di frutta e verdure e dal bere molto acqua.

Insistere sulla Dieta Mediteranea è dunque necessario, non solo per una questione economica o territoriale, ma perchè è stato scientificamente riconosciuta ed in quanto fornisce al nostro Oganismo il Giusto Fabbisogno e un equilibrato consumo di cibo.

Devo dire, che rispetto al passato, ho notato una maggiore sensibilità ed attenzione verso una corretta alimentazione, anche

se la vera sfida da superare da parte della sanità pubblica è quella di far arrivare il messaggio all’intera collettività e sopratutto alle classi sociali meno agiate.

Anche perchè è stato dimostrato da questa ricerca che il primato Italiano della Salute non è stato intaccato dalla lunga crisi (2007-2017) o dalle difficoltà economiche che ha segnato l’Italia. Infatti è risultato che gli Italiani sono più in forma di Canadesi, Statiunitensi, Inglesi che, purtoppo, presentano valori di pressione sanguigna e di colesterolo più alti dei nostri.

Onestamente però, non si può, comunque negare che c’è un legame stretto tra reddito procapite e salute. Nella nostra regione il quadro generale rivela una costante riduzione della Spesa Farmaceutica grazie al graduale miglioramento  degli stili di vita, che deve continuare ad essere sempre più legata ad una buona alimentazione, al movimento e al redditto disponibile, al tenore di vita, alla sicurezza, alla cultura e alla istruzione acquisito dai Pugliesi e dagli Italiani, in generale.

Potersi muovere senza paura nella propria città, mangiare in modo intelligente, avere buone relazioni familiari e sociali, praticare un minimo di attività fisica, sono fattori determinanti per un buon percorso di vita sano e che se praticati tutti incidono anche sulla durata della vita. Tutto questo è emerso nel convegno e che mi porta ad esprimere il mio plauso ai responsabili dell’iniziativa.

E per concludere, da sempre, sono stato un convinto sostenitore dellAssociazione Italiana per la ricerca (AIRC) che aiuta a rendere il cancro sempre più curabile, ed in attesa della definitiva ed unica scoperta dell’Arma di difesa presente nel nostro organismo, cioè “usare il nostro Sistema Immunitario per combattere il cancro” dobbiamo comportarci bene. Un sogno che stando alle dichiarazioni dei Medici, inizia a trasformarsi in una solida realtà, grazie alla tenacia dei nostri Ricercatori.

È questo il mio augurio.

Prof. Pietro Pepe


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