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Pensioni, cosa cambia nel 2018

Lavoro

Pensioni, cosa cambia nel 2018

(Fotogramma)

LAVORI GRAVOSI – Salgono a 15 le categorie di lavoratori che verranno esentate dall’automatismo che lega l’aumento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e che, come prevede la riforma Fornero, porterà a 67 anni l’accesso alla pensione dal 2019. L’ape sociale apre infatti a 4 nuove categorie di lavoratori gravosi (braccianti, marittimi, pesatori e siderurgici) che vanno così ad aggiungersi alle undici già beneficiarie dello ‘sconto contributivo’, ovvero insegnanti di asilo nido e scuola materna, infermieri e ostetriche con lavoro organizzato in turni, macchinisti, conduttori di gru, camion e mezzi pesanti, operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, facchini, badanti che assistono persone non autosufficienti, addetti alle pulizie, operatori ecologici e conciatori di pelli.

Si amplia inoltre l’intervallo temporale in cui maturare il periodo di attività richiesto nelle attività gravose in quanto, oltre allo schema 6 anni su 7, viene prevista anche la possibilità di maturare il periodo di attività secondo lo schema 7 anni su 10. Si stima che nel 2019 saranno esonerati dall’aumento dell’età pensionabile circa 14.600 lavoratori impegnati in attività gravose. Si prevede per il primo anno un costo di 100 milioni e nel triennio fino al 2021 di quasi 385 milioni. Nel 2027 invece, lo stop riguarderà 20.900 lavoratori per 166,2 milioni di euro.

SCONTO CONTRIBUTIVO DONNE – Sale a un anno per ogni figlio lo ‘sconto contributivo’ a cui le donne hanno diritto per accedere all’Ape sociale. Viene quindi ampliata da 6 mesi a un anno, sempre nel limite massimo di due anni, la riduzione dei requisiti contributivi previsti per le donne per accedere all’anticipo pensionistico.

FONDO APE SOCIALE – Nasce il ‘fondo ape sociale’, il salvadanaio dove mettere i soldi che serviranno a partire dal 2019 per coprire e rendere strutturale la misura. Il fondo è infatti stato istituito ”ai fini del concorso al finanziamento dell’eventuale estensione del beneficio” a nuovi accessi con decorrenza successiva al 31 dicembre 2018. Ad oggi, l’Ape sociale prevede l’uscita anticipata dal lavoro a 63 anni, con uno sconto di 3 anni e 7 mesi rispetto all’età di vecchiaia.


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