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Election Day a Roma e Milano

Politica italiana e internazionale

Fissate per domenica 4 marzo le regionali in Lazio e Lombardia, dove sara’ quindi election day con le politiche.

Via libera all’Election day, che riunira’ nella data del 4 marzo il voto per le politiche e per le regionali in Lombardia (e nel Lazio). E’ andata dunque come negli auspici del presidente uscente Roberto Maroni, che qualche giorno prima della pausa natalizia aveva ribadito che l’accoppiamento tra le due consultazioni sarebbe stato “perfetto”, richiamando quello che era gia’ avvenuto nel 2013. Non hanno tardato ad arrivare i commenti alla decisione del prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, che insieme al presidente della Regione Lazio e al ministro dell’Interno, ha preso il provvedimento che fissa la data. Le opposizioni, alcune delle quali, come il Pd, erano state in un primo momento critiche con l’idea, hanno espresso soddisfazione. Il candidato dem alla presidenza della regione Lombardia, Giorgio Gori in una nota ha fatto sapere: “Siamo pronti, il 4 marzo i cittadini potranno scegliere tra lasciare che la Lombardia scivoli in altri cinque anni di gestione Maroni oppure cambiare, innovare, recuperare quello slancio che e’ nelle corde di questa regione”. “Lavoriamo da mesi per costruire un’alternativa”, ha proseguito, affermando che “nei prossimi due mesi” i democratici cercheranno di “farla conoscere a tutti i lombardi”.

Non passa del tutto la preoccupazione per il fatto che “la concomitanza con le elezioni politiche potrebbe comprimere un po’ gli spazi di dibattito sui temi lombardi”, ma, rimangono le “buone idee e moltissimi volontari pronti a mobilitarsi”. Nessuna paura dunque per un effetto traino sul voto locale di un eventuale centrodestra vincente alle politiche: “La concomitanza quindi non ci spaventa. Anzi, piu’ gente andra’ a votare e meglio sara’”, ha concluso Gori. Una decisione di “buon senso” quella del prefetto secondo i Cinque Stelle, che ricordano di essere stati “sempre favorevoli a non allungare il brodo della legislatura Maroni, finita da almeno tre anni”. A commentare il fatto e’ il candidato penta stellato Dario Violi, che rivolge la sua critica ai dem: “Non esisteva nessun motivo per non accorpare le regionali con le politiche, come ha preteso il Pd di Gori. I lombardi avrebbero speso inutilmente milioni di euro in piu’, ma sperperare i soldi dei cittadini per il PD non e’ mai stato un problema”. Un duro attacco alla dirigenza locale democratica, arriva anche da Fratelli D’Italia, con il capogruppo Riccardo De Corato: “Figuraccia storica di Giorgio Gori, Alessandro Alfieri (segretario regionale del Pd, ndr.), e Pietro Bussolati (segretario metropolitano) che si erano pronunciati contrari all’Election day, e hanno dunque ricevuto una non indifferente batosta dalla decisione presa dal loro Ministro dell’interno e dal loro governo”. “Certamente, programmare due elezioni in due mesi non avrebbe contribuito a migliorare l’affluenza” ha ricordato ancora De Corato


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