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Tunisia, sette anni fa la rivoluzione dei gelsomini

Estero

800 ARRESTI PER PROTESTE CAROVITA, ANNUNCIATE MISURE

Di 803 persone arrestate, 97 agenti feriti, 87 autoveicoli danneggiati e alcune caserme di polizia date alle fiamme il bilancio dell’ultima settimana di scontri e disordini in Tunisia tra giovani manifestanti contro il carovita e le forze dell’ordine. Tra gli arrestati anche 16 estremisti islamici. Alla vigilia delle celebrazioni per i sette anni della Rivoluzione dei Gelsomini, celebrata da diverse cerimonie ufficiali e manifestazioni, il governo di unita’ nazionale ieri ha poi annunciato una serie di misure a favore delle famiglie bisognose per l’equivalente di circa 23,5 milioni di euro.

“Lavoro, Liberta’, Dignita’”. A sette anni di distanza dalla ‘Rivoluzione dei gelsomini’ e nel pieno di una crisi economica che ha dato il via a nuove proteste, i partiti politici e i sindacati tuninisini rispolverano gli slogan che diedero vita alla prima e piu’ riuscita delle Primavere arabe. Diverse e manifestazioni sono state convocate per oggi a Tunisi, dove la centrale arteria stradale Habib Bourguiba, epicentro della Rivoluzione del 2011, e’ presidiata dalle forze di sicurezza mentre si fa il conto di un’ondata di arresti che dall’inizio delle proteste ha condotto in carcere circa 800 persone.

I cittadini della Tunisia tornano a reclamare cio’ che con la primavera araba non sono riusciti a ottenere: giustizia sociale e migliori condizioni economiche. Queste richieste sono, soprattutto, i due inneschi degli scontri negli ultimi giorni. Sono diversi i numeri che indicano la fragilita’ economica della Tunisia, costringendo la popolazione a condizioni di vita non piu’ sostenibili. A esasperare inoltre gli animi sono le nuove politiche finanziarie messe in campo per il 2018 che prevedono un pesante aumento di prezzi, dettato dall’aumento dell’Iva, e l’introduzione di nuove tasse. Nell’ultimo anno il Pil e’ cresciuto meno dell’1 per cento, la disoccupazione e’ schizzata invece al 15 per cento (anche se secondo chi protesta la percentuale e’ almeno il doppio). I disoccupati sono oltre 600mila, di cui piu’ di un terzo in possesso di diploma di istruzione superiore. Le conquiste democratiche, avviate dopo la fuga dell’ex presidente Zine El Abidine Ben Ali, il 14 gennaio di sette anni fa, non sono state accompagnate da una crescita economica, in cui tutti speravano.

Secondo l’ex ministro dell’Economia, Houcine Dimassi, “tutti i numeri indicano un netto peggioramento della situazione economica rispetto al 2010-2011”, quando Tunisi registrava un aumento del Pil tra il 4 e il 5 per cento. Inoltre, gli attentati terroristiche che nel 2015 hanno preso di mira in particolare i turisti hanno danneggiato pesantemente l’importante settore economico. Ieri il presidente della Tunisia, Beji Caid Essebsi, ha annunciato il prossimo varo di un pacchetto di aiuti pari a circa 50 milioni di euro a favore di 250.000 famiglie povere.


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