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Berlusconi, io a Palazzo Chigi, Salvini Ministro dell’Interno

Politica italiana

Ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi e Salvini ministro dell’Interno. E’ lo scenario disegnato dal leader di Forza Italia ospite de L’aria che tira su La7 per il dopo voto, nel caso arrivasse la sentenza della Corte di Strasburgo sul suo ricorso contro la incandidabilita’ stabilita in base alla legge Severino. Salvini, intanto, annuncia che la Lega candidera’ come capolista in alcune circoscrizioni Giulia Bongiorno.

Berlusconi premier in caso di vittoria alle elezioni e sentenza favorevole della Corte di Strasburgo? “In quel caso avrei il dovere di andare a Palazzo Chigi. Ma è poco probabile perché conosco i tempi delle decisioni della Corte di Strasburgo, che non è mai stata riorganizzata. E’ quello che farei con l’Italia se tornassi al governo”. Silvio Berlusconi, a L’Aria che Tira su La7, non pone limiti alla provvidenza su quello che potrebbe accadere dopo il 4 marzo, anche se conferma di avere un misterioso “asso nella manica” cui affidare la presidenza del consiglio, “un autorevolissimo primo ministro che saprà appianare ogni contrasto” che potrebbe intercorrere con gli alleati Meloni e Salvini. A proposito dei quali dice: “Nel 2008 sono stato tradito da avversari sleali, oggi la situazione è molto maturata: Meloni è con me da molto tempo, Salvini che appare così irruento al tavolo è molto ragionevole e concreto. Abbiamo un programma molto approfondito che garantisce da parte di tutti la piena realizzazione”. E a proposito del leader della Lega: “Penso che Salvini, centravanti di sfondamento com’è, potrebbe andare bene ministro degli Interni”.

Anche sull’Euro: “Non si può uscire dall’Euro e anche Salvini ne è assolutamente convinto. Credo che usi questo strumento per fare paura all’Europa perché se ci fosse un’altra uscita l’Europa sarebbe finita”. Semmai “l’unico punto del programma sui cui abbiamo da discutere con Salvini è la legge Fornero: lui è per l’azzeramento, noi per l’azzeramento delle parti negative o degli effetti negativi, ci sono delle cose su cui la legge Fornero ha visto giusto”. Sul piano delle proposte, spiega Berlusconi, “la proposta principale è la grande riforma fiscale con l’introduzione di quella flat tax che io e Antonio Martino volevamo introdurre già nel 1994. Io partirei dal 23% che è l’aliquota più bassa attuale, con un percorso di discesa che dipenderà dagli sviluppi dell’economia e dalle nostre riforme. Le coperture le troveremo con molti tagli, innanzitutto con le tante deduzioni previste, i trasferimenti alle imprese, il recupero dell’evasione fiscale che credo sarà alto”.

Il leader della Lega Matteo Salvini in una conferenza stampa a Montecitorio ha annunciato la candidatura di Giulia Buongiorno, avvocato penalista che difese Giulio Andreotti e che e’ stata presidente della commissione Giustizia della Camera. Così Salvini: “Giulia Bongiorno si candida come capolista della Lega in diversi territori del Paese”. La Bongiorno spiega così la sua decisione: “Si chiamava Lega nord, sembrava un partito di maschilisti. Avevo una certa diffidenza ma in questi anni mi sono espressa sulle sanzioni, sulla necessita’ di regole. Cose che diceva anche Salvini”.

Centrodestra ancora in ordine sparso sul nodo dei collegi maggioritari. La riunione di questa mattina del tavolo nazionale per l’assegnazione dei seggi tra Fi-Fdi-Lega e ‘Noi con l’Italia’, raccontano fonti parlamentari, si sarebbe conclusa con un fumata nera, ma la trattativa continua e questo lascia più di qualche spiraglio. Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa avrebbero ribadito le ragioni del loro malessere e l’intenzione di correre da soli in mancanza di un accordo sulla ‘quota’ degli uninominali. In particolare, raccontano, rispetto ai 13 seggi proposti dai ‘soci maggiorenti’ della coalizione, i leader della ‘quarta gamba’ avrebbero chiesto garanzie su un numero di collegi congruo (qualcuno parla di una ventina ma tutti di fascia alta o medio alta, ovvero nessuno perdente). Lega e Fdi, riferiscono, non sarebbero disposti a mollare la presa tanto facilmente. Questo significa che per evitare la rottura dell’alleanza Silvio Berlusconi potrebbe in parte farsi carico lui delle richieste di Ncd (candidando qualche centrista con Fi) e convincere Salvini e Meloni a cedere alcuni ‘collegi coalizionali’ nel maggioritario . 


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