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Il ruolo degli italiani nel mondo

Diritti del Cittadini

Caro Giorgio Brignola,

Accolgo con immediatezza il tuo invito (contenuto ne “il ruolo”), articolo apparso sul nostro giornale al link  Permalink: https://www.corrierenazionale.net/2018/02/10/il-ruolo/, ,ad aprire un dibattito sulle prossime elezioni politiche per due ordini di ragioni:

la prima è che è assolutamente necessario rispondere alle impellenti domande che emergono dai cittadini, la seconda è che nessun “politico” risponderà alla tua richiesta semplicemente perché nessuno dei partiti in lista ha una idea o vuole avere una idea delle risposte da dare sul destino degli italiani. Per esempio (ma è solo un esempio) si sa che uno dei nostri mali è la dimensione del debito pubblico; si sa però altresì che mai questo debito sarà pagato anche solo in parte; si sa anche che gli stessi creditori (banche e fondi di investimento) non vogliono questa restituzione ma solo un reddito (gli interessi) con il quale riempire i propri portafogli.

Quindi si continua a parlare del debito pubblico al solo fine di estorcere danari agli italiani per pagare gli interessi a persone che non fanno nulla se non conservare i titoli nel proprio portafogli e che quindi non vogliono che il debito venga ridotto. Al contrario si cerca di aumentarlo con la “flessibilità” (che altro non è che nuova spesa pubblica a vantaggio dei ceti parassitari che vivono appunto della spesa pubblica) necessaria ad “investimenti” pubblici rappresentati come tanto necessari…! così si tengono contenti tutti: finanzieri e banchieri, industriali e loro operai, opinione pubblica cui si fa vedere che qualcosa si fa. Peccato che tale “politica virtuosa” sia la stessa da più di mezzo secolo e che abbia prodotto la situazione attuale dalla quale si vorrebbe uscire. Quindi serve altro ma tutti, da destra a sinistra (ma specialmente la sinistra), non vogliono che cambi nulla: va tutto bene così com’è; la litania è sempre la stessa: “abbiamo fatto molto ma molto dobbiamo fare nel solco di quello che abbiamo fatto”.

Quindi, caro Giorgio, non si salva nessuno! Mi dirai che è troppo facile arrendersi a tale evidenza e mettere così la testa sotto la sabbia in attesa che qualcosa accada. Ed è certamente fondata questa obiezione perché parlare di loro e cercare tra loro qualcosa di sano e rispondente alle richieste della gente è vano; molto più utile è costruire assieme la filosofia politica alternativa veramente costruttiva e cioè adatta ai veri interessi della nostra comunità; una proposta, fatta in mezzo alla gente, e quindi anche nel nostro giornale che ne è il portavoce.

Serve che il diritto torni ad essere in grado di difendere la gente dalle carnevalate della Pubblica Amministrazione; serve che la burocrazia torni al servizio della gente e non il contrario; serve che la proprietà non sia più tartassata e limitata come è adesso; serve che il lavoro venga rispettato e non soggetto a regole e costi inaccettabili; serve che la privacy economica dei cittadini venga rispettata mentre quella dei politici venga annullata veramente (e non il contrario come è oggi); serve che i Trattati internazionali -e segnatamente quelli europei- tengano in debita considerazione le diversità tra più di venti stati dell’Unione e più di trecento milioni di europei; serve che i giovani e i disoccupati possano aprire una attività senza nessuna pastoia burocratica; serve, in sintesi fare l’inverso di quello che è stato fatto fino ad oggi: non è essere antisistema ma tornare ad un sistema che è stato da sempre quello dell’Occidente e cioè un sistema di diritto, ove il diritto è quello giusto non quello di alcuni che, per difendere i propri redditi, spogliano gli altri. Diritto che, in quanto diritto vero e quindi giusto, è in grado di rispondere anche alle esigenze delle grandi imprese e delle grandi banche ormai prive, anch’esse, di un proprio ruolo e futuro.

Canio Trione


One Reply to “Il ruolo degli italiani nel mondo”

  1. Giorgio Brignola ha detto:

    Caro Canio,
    io ci sono, come ci sino sempre stato. Ora c’è da superare l’indifferenza degli illusi. Candidati ed Elettori. A pochi giorni dal voto politico, non è possibile rivedere una normativa nata per confondere le carte in tavola. Prima di esporre nuove tesi, mi sembra importante aver chiare le mete raggiungibili. Ci sono, ancora, troppe “apparenze” da stornare e parecchi politici da “isolare”. Credo che, per il futuro, essere propositivi sia l’unico mezzo per evitare di ricadere nel marasma di una politica ipocrita.

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