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Merkel per la quarta volta alla guida della Germania

Estero

Nuova grosse koalition cdu-csu con il sostegno dell’spd 

Angela Merkel ha incassato la fiducia del Bundestag, con 364 voti, che l’ha rieletta alla guida del Paese. Si apre cosi’ il quarto mandato della cancelliera. Merkel guidera’ una nuova edizione della Grosse Koalition fra Unione (Cdu-Csu) e Spd. Per raggiungere la cosiddetta maggioranza del cancelliere erano necessari 355 voti. Merkel – alla quale sono mancati numerosi voti della coalizione di maggioranza che ne aveva 399 a disposizione – ottenne 397 voti il 22 novembre 2005, 323 il 28 ottobre 2009, 462 il 17 dicembre 2013.

Via libera del parlamento tedesco, oggi, al quarto mandato di Angela MERKEL. I deputati del Bundestag l’hanno rieletta cancelliere con 364 voti a favore su 688. Decisivo il sostegno dei cristianodemocratici della Cdu, dei loro alleati bavaresi della Csu e dei socialdemocratici della Spd. Fonti di stampa concordanti evidenziano pero’ che, alla luce dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi per la riedizione della “Grosse Koalition”, all’appello sono mancati 35 voti.

Cancelliera da record, al suo quarto mandato, ma debole come non mai. Dalla crisi dell’euro a quella dei rifugiati, sono stati diversi, negli anni, i periodi di turbolenza che Angela Merkel si è trovata a gestire dalla sua poltrona di cancelliera. A questi, dopo il voto del 24 settembre, si è aggiunta la più lunga fase di incertezza politica che la Germania abbia attraversato dal 1949 e che si conclude ora con un nuovo governo di Grande Coalizione pronto ad accendere i motori, e Merkel seduta al posto di guida. “Le sfide sono sempre diverse”, aveva dichiarato la cancelliera alla vigilia del voto, spiegando le scelte di volta in volta compiute, anche a costo di prendere posizioni tradizionalmente più vicine ad altri partiti, come fu per la chiusura delle centrali nucleari annunciata dopo il disastro di Fukushima nel 2011. “Tutti cambiano nel corso della loro vita”, aveva aggiunto Merkel, cui non sono state risparmiate critiche per questo atteggiamento pragmatico.

Lo stesso che l’ha portata dopo le elezioni a tentare di dar vita ad una coalizione che non aveva mai governato a livello federale in Germania, la Giamaica, con Liberali (Fdp) e Verdi. Un tentativo andato a vuoto, al quale è seguita la nuova trattativa con la Spd, impensabile fino a poco prima, e la strada, tutta in salita, della trattativa sul programma di governo e sulla ripartizione dei ministeri, del congresso straordinario della Spd e del voto dei militanti socialdemocratici. La cancelliera, per questo soprannominata ‘Mutti’ (mamma), ama farsi vedere calma e rassicurante, posata ed affidabile, presentarsi come garante di sicurezza e stabilità. “Io prima penso, quindi decido e infine agisco”, ha detto una volta in un dibattito televisivo. La sua, sottolineano gli analisti tedeschi, è anche prudenza: quasi mai accade che pronunci una parola che poi è costretta a rettificare. E’ anche questa sua fama di refrattaria ai rischi le e’ valsa diverse critiche. Fino a quando ha deciso di farne un punto di forza, una virtù, un segno distintivo, ha commentato nella sua biografia il giornalista Nikolaus Blome.

Come faceva da studentessa, anche ora Merkel studia a fondo tutti i documenti che riguardano il suo lavoro e si prepara con cura agli incontri con altri leader. “Reagisce alle situazioni emotive con grande razionalità. Non teme nulla, da scienziata, più delle situazioni che non ha potuto studiare fino in fondo. Pianifica tutto”, ha scritto di lei ‘Der Spiegel”. Della sua vita personale non si sa molto: vive in un appartamento nel centro di Berlino con il marito Joachim Sauer, le piacciono la cucina, il giardinaggio, la musica classica, il football, le terme a Ischia, le passeggiate in montagna e potersi rilassare, quando ne ha l’occasione, nella sua casa di Uckermark. Si concede gli Sms ma non twitta, unico leader del G7 a non avere un account Twitter. Nei giorni prima del voto si era lasciata andare a qualche sintetica confidenza, accettando di rispondere a domande sui suoi gusti personali. “Tè o caffè?” le era stato chiesto. “Tè a casa e caffè al lavoro”. “Carne o pesce?”. “Pesce il sabato e carne la domenica”. “Cena con Vladimir Putin o Donald Trump”. “Entrambi, sempre che sia necessario”. “Cane o gatto?”, “Non ho animali domestici”. “Borussia Dortmund o Bayern Monaco?” “Buon calcio”. “Spiaggia o montagna?”. “L’estate la montagna”. “Nuotare o camminare?”. In questo contesto, passeggiare”. “Città o campagna? Campagna”. “The Rolling Stones o Helene Fischer? “The Rolling Stones come ricordo di gioventù”. “Facebook o Twitter”. “Nessuna scelta”.

L’ormai ex leader socialdemocratico Martin Schulz l’aveva accusata prima delle elezioni di essere arrogante e lontana dalla realtà, un’accusa che si era sentito di dover confutare Gregor Gysi, icona del partito postcomunista La Sinistra (Die Linke). “Se una cosa non è, è arrogante o lontana dalla realtà. Per essere cancelliera è sorprendentemente per nulla vanitosa. Non è interessata per nulla alle cose materiali”. Nata vicino Amburgo il 17 luglio 1954, Angela Dorothea Kasner – il cognome Merkel è quello del primo marito – è figlia di un teologo e pastore evangelico e di un’insegnante di latino ed inglese. Poco dopo la nascita di Angela la famiglia si trasferisce nella DDR, prima a Quitzow, poi dal 1957 a Templin. Da Templin Angela si sposta a Lipsia dove compie studi di fisica. Una scelta, spiegò una volta, dettata dal fatto che per quanto il governo della Germania comunista controllasse quasi tutto, non poteva governare anche le leggi della natura. Dopo gli studi entra nell’Accademia delle scienze di Berlino est. Angela sviluppa in quegli anni una grande passione per la lingua e la cultura russe tanto da vincere una serie di competizioni linguistiche di russo in Germania est.

E’ solo all’eta’ di 35 anni, ossia nel 1989 – l’anno della caduta del Muro di Berlino – che la Merkel , di confessione evangelica, diventa attiva in politica. Eletta nel 1990 al Bundestag, si fa rapidamente notare all’interno della Cdu e viene nominata nel terzo governo di Helmut Kohl ministro per le politiche femminili e giovanili, quindi nel 1994 ministro dell’Ambiente. Dopo la sconfitta di Kohl alle elezioni federali del 1998, viene nominata segretario generale della Cdu, quindi presidente nel 2000, sei mesi dopo lo scandalo dei fondi neri che fa uscire di scena il cancelliere della riunificazione. Nel 2005 arriva la nomination a candidato cancelliere della Cdu-Csu per le elezioni che si concludono con la nascita di una grande coalizione e la nomina di Merkel alla cancelleria. La leader Cdu è sposata in seconde nozze dal 1998 con Joachim Sauer, professore di chimica. Non ha figli. Sauer ha due figli da un precedente matrimonio. A lungo definita la delfina di Kohl, Merkel , sostenuta e promossa all’inizio della sua carriera politica dall’allora cancelliere, che le aveva affidato incarichi ministeriali, ruppe con Kohl all’epoca dello scandalo sui fondi neri, prendendo anche pubblicamente le distanze dal leader cristianodemocratico con un articolo pubblicato nel 1999 sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Ora Merkel ha eguagliato il suo record, conquistando, seppure dopo mesi di delicate trattative, il suo quarto mandato alla cancelleria.

 

 

 


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