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Nuova repubblica?

Politica

C’è chi ritiene che questo sarà l’anno dei “cambiamenti”. Lo scriviamo in attesa del varo di un ipotetico Esecutivo. Dati i risultati, non ci sentiamo, però, d’ipotizzare come funzionerà il nuovo Parlamento. Non siamo, per natura, inclini alle “novità” scontate. Se, veramente, si dovessero realizzarsi proposte sottaciute in campagna elettorale, anche l’ipotetico Esecutivo potrebbe essere differente da quelli che ci sono stati affibbiati in questi ultimi  anni.

Potrebbero, di conseguenza, esserci “novità” sul fronte istituzionale. Anche se è difficile ipotizzare intese capaci d’offrire all’Italia uno sfondo meno scontato. Noi siamo per il “nuovo”; ma per quello di sostanza. Diversamente, sarebbe un errore per un Paese che tenta d’uscire dalla crisi economico/sociale che ci trasciniamo da tempo.

 I “polarismi” hanno, da sempre, confuso e diviso la nostra realtà. Come i troppi partiti. Ora cambiare non sarà facile. Bisognerebbe essere meno deconcentrati e iniziare a ridare segnali di nuova maturità politica. Anche se non riteniamo possibile che, nei “vivai” dei partiti ci siano uomini capaci d’attivare comuni iniziative. Col futuro Esecutivo, sarà sostanziale fare chiarezza ed eliminare le “implicite” coscienze. Perché nessuno ha “vinto” le elezioni; almeno tanto da modificare il registro politico del Paese.

La Penisola è ancora in crisi d’identità. In conclusione, riteniamo che nel Bel Paese non ci siano le condizioni per ratificare la nuova Repubblica. I mesi che abbiamo davanti saranno importanti per chiarirci le idee su ciò che i politici intendono portare a buon fine. Eccessivi restano i “punti” da chiarire e gli “accordi” da mostrare e, soprattutto, da condividere.

Giorgio Brignola


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