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Lettera aperta al Governatore della Regione Puglia Emiliano

Ambiente & TerritorioCronaca

Egr. Sig. Michele Emiliano, Governatore della Regione Puglia,

con la presente per rappresentare alcune profonde problematiche che angustiano la Regione Puglia e nel contempo ricevere da lei, se possibile, alcune risposte ai molti quesiti che ci assillano e dei quali da anni non abbiamo mai ricevute risposte. Le questioni più evidenti riguardano il modello dei trasporti aerei regionali, che come noto, fanno capo alla Società Aeroporti di Puglia, di cui la Regione Puglia detiene la quota maggioritaria del 99,414% (per cui è il massimo incontrastato decisore sulle scelte strategiche, di sviluppo e sulle Policies da adottare nella politica dei trasporti aerei regionali nel breve, nel medio e nel lungo termine).

Al riguardo sia al tempo del Governatore Vendola, sia durante il suo mandato di Governatore, tuttora in corso, Ella ha ricevuto più di una sollecitazione da parte di numerosi tecnici qualificati, a voler adottare un piano di Trasporti Aerei confacente alle esigenze strategiche della Regione Puglia, sia per soddisfare la crescente notevole domanda turistica, da e verso la Puglia, sia per adeguarsi ad un  modello di trasporti domestici, verso le più importanti destinazioni costituite da scali nazionali ed europei. In particolare mi riferisco a quanto le è stato rappresentato l’anno scorso, dall’Ambasciatore Cinese, ma anche Turco, in merito all’esigenza di soddisfare una notevole crescente “Domanda di Trasporto Turistico Aereo” verso la Puglia, quantificata  in oltre 40 milioni di turisti l’anno che proverrebbero dalla Cina, dal Sud Est Asiatico, dall’Europa oltre che, nello specifico, dai Paesi dell’Est.

Al riguardo lei è anche a conoscenza che la domanda di viaggio coinvolgerebbe turisti nella fascia medio/alta, con una capacità di spending di oltre 1.000€ pro capite, per cui appare semplice comprendere, da una diretta moltiplicazione, l’esistenza, a regime, di una opportunità turistica che apporterebbe nelle tasche della moltitudine di operatori della Regione Puglia, di ben oltre 4 mld di €, il che significa, di grossa massima, l’opportunità di creare 30.000 nuovi posti di lavoro stabili, oltre alle numerose nuove start-up che ne sarebbero coinvolte, per non parlare della opportunità che numerosi cervelli pugliesi, al riguardo potrebbero essere oltre 1.500, nelle varie professionalità, che potrebbero rimanere nella loro Terra, in Puglia, senza dover più emigrare.

Ovviamente, occorrerebbe soddisfare una domanda adeguata di traporto aereo capace complessivamente di oltra 40 milioni di passeggeri anno, in andata ritorno compreso quelli che si spostano per motivi turistici oltre ai normali adeguati voli domestici origine/destinazione. Al riguardo a lei, sono state prospettate, da più parti, soluzioni tecniche operative che avrebbero potuto coinvolgere gli Scali Aeroportuali di Bari Palese, di Brindisi e di Grottaglie, oltre ad acquisire l’opportunità, più volte resa disponibile dal Ministero Difesa, di poter utilizzare ed adeguare lo Scalo Militare dell’Aeroporto Amendola (FG) per coprire le reali esigenze di trasporto aereo in Terra di  Capitanata (voli domestici, voli charters per turismo, ma anche per pellegrinaggio religioso sui siti di San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo).

Infatti, tra le varie soluzioni, sono state prospettate ipotesi di ammodernamento ed adeguamento dei 4 scali alla domanda di trasporto aereo long range, percorrendo la semplice scorciatoia dei lavori in concessione sui 4 citati scali aeroportuali, il che comporterebbe la compilazione di adeguati capitolati e contratti di concessione (a cura del settore lavori Pubblici della regione Puglia per un’ipotetica spesa di al massimo di 1 milione di €) per renderli completamente efficienti e ben organizzati alla citata domanda di trasporto aereo, al punto da poter implementare un vero e proprio Hub Regionale, capace di poter ben competere con gli altri noti Hubs di Fiumicino e Malpensa. Si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione copernicana che permetterebbe alla Puglia, e poi all’intero Sud Italia, di uscire definitivamente da quelle secche ben costruite e mantenute dell’establishment locale, nazionale e finanche internazionale, sin dalla costituzione dell’Unità d’Italia. In particolare, sulla base di quanto sopra prospettato, le pongo in evidenza alcune domande:

  1. In merito al Piano Regionale Strategico Turistico, approvato nel febbraio 2017, come si può definire questo documento “Strategico”, quando nei fatti, è  carente di piani e modelli temporali di prospettive a medio e lungo termine?
  2. Sapendo Ella che occorreva spingere soluzioni verso un nuovo modello di Trasporto Aereo, come ha potuto parlare di trasferimento di proprietà degli Aeroporti di Puglia verso la vicina Società di Aeroporti della Campania?
  3. Essendo Ella, unitamente ai vertici della Società Aeroporti di Puglia, venuta a conoscenza di tali disponibili soluzioni che potrebbero soddisfare nel lasso di tempo dei prossimi 5 anni questa notevole domanda di trasporto aereo (lasciata di fatto completamente inevasa), come ha potuto permettere il perpetuarsi di questa grave disattenzione che mantiene, di fatto, in ginocchio ed inespresso l’intero sistema turistico della Regione Puglia?
  4. Fino a quando intende mantenere in carica i Vertici della Società Aeroporti di Puglia?

Perché confidiamo,  Ella vorrà pubblicamente dare riscontro a questa lettera aperta ed aprire un concreto dibattito (anche pubblico nella sede di Turiweb), in presenza di tecnici qualificati, per cercare di uscire da queste sabbie mobili ideate, plasmate, formalizzate ed infine “restaurate politicamente” e per dare concrete risposte alle esigenze di rinnovamento Politico, Economico, Culturale e Sociale, che da più parti proviene, con forti interpelli, da tutta la popolazione di Puglia.

                                                                             

AD Natalino Ventrella

Consorzio Mediterrae


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