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La stabilita’ politica

Politica

L’imminente Esecutivo avrà, oggettivamente, le carte in regola per consentire una ripresa socio/politica del Paese? Certi problemi strutturali d’Italia hanno da essere affrontati e, possibilmente, risolti alla fonte. Sotto questo profilo, il Primo Ministro non c’entra; semmai è la sua “squadra” di governo che ne dovrebbe rispondere al popolo italiano.

 E’ preferibile, quindi, non fare la parte degli “sprovveduti”; non sarebbe opportuno per nessuno. Quello che resta complesso è l’aspetto economico della realtà nazionale. Siamo alla deriva e ce ne rendiamo conto. Oltre certi limiti, però, sarebbe meglio non inoltrarsi per evitare “trappole” infide che potrebbero stravolgere le tattiche anche dei più impegnati. Sul fronte della stabilità si stanno raccogliendo le nostre incertezze. Per garantire le premesse di una ripresa ci vuole la coerenza e la costanza di più fatti e meno parole. Il “Contratto, ” e i suoi contenuti, potrebbero non risolvere.

Ora non resta che tentare di rendere concreta una linea politica che si discosti da quella che, a torto o a ragione, è sopravvissuta, sono a ora. Per il futuro, auspichiamo d’avere l’opportunità d’affrontare situazioni meno amare di quelle che stiamo sopportando senza la certezza che la strada che stiamo seguendo sia quella giusta. La speculazione è stata, e resta, una delle cause della nostra bancarotta. Gli eventi sono la risultante di una somma d’errori che potevano, forse, essere evitati.

Mentre Maggioranza e Opposizione dovrebbero eliminare certi riferimenti che non hanno favorito nessuno. Quello che auspichiamo, è che il nuovo Presidente del Consiglio si renda conto del crepuscolo di una politica anomala. Meglio tornare al dibattito politico, ma con concetti meno scontati. Sempre che sia possibile una reale stabilità politica. Intanto, aspettiamo, come molti altri, di conoscere la “squadra di governo” e, soprattutto il contenuto del suo, decantato, programma.

Giorgio Brignola


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