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Politica all’italiana

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In politica, almeno da noi, ogni previsione può essere stravolta senza grossi problemi. Intanto, nessuno ha salvato l’Italia e scriverlo non avrebbe, di conseguenza, alcun senso. I mesi passano e, forse, vedrà la “luce”il nuovo progetto economico/sociale Di Maio/Salvini. Se la situazione dovesse evolversi, i problemi d’Italia si potrebbero ridimensionare. La Terza Repubblica resta, in ogni caso, una di quelle leggende metropolitane che sarebbe meglio avere il buon gusto di scordare. Prima di focalizzare il nostro ruolo in UE, c’è da chiarire le nostre sorti economiche interne. La crisi viene da lontano, ma da noi si è evoluta in modo assai differente che nel resto del Vecchio Continente. Ora, non sapremmo neppure azzardare delle previsioni per i mesi futuri.

Gli italiani, fuori e dentro i confini nazionali, sono fortemente demotivati da un sistema che vive solamente perché nessun politico è stato, concretamente, in grado d’offrire una guida diversa al Paese. Ed è proprio per questa posizione, in evidente regresso, che le nostre preoccupazioni aumentano. La disoccupazione è un altro segnale delle difficoltà nazionali. I provvedimenti varati sono un segnale da valutare in prospettiva. Forse, diritti e doveri si compenseranno. Quei diritti che dovrebbero garantirci un futuro meno difficile che resta sulle spalle di chi ancora riesce a rimanere nel mondo produttivo.

All’interno, per ora, vediamo pochi segnali in linea con i tempi che stanno ipotecando anche le prospettive per il futuro. Mentre tutti, ma proprio tutti, intendono polemizzare, vivere nel Bel Paese resta un problema da affrontare giorno per giorno. Dopo Esecutivi caduti dall’alto, comunque, non è certo che vivremo in un’Italia più europea e meno fragile di quella che ha caratterizzato i primi diciassette anni del nuovo Millennio. Pur con tante insufficienze, la politica italiana dovrebbe essere più comprensibile e concreta.

Per finire, è meglio evitare di far confronti politici su certi segnali ancora tutti da decifrare. La Penisola presenta, infatti, degli sviluppi socio/economici che non ci permettono tuttora un’analisi più ottimisti cadi quella che abbiamo identificato come la”politica all’italiana”.

 Giorgio Brignola


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