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Trapianto di rene incrociato. Stop alla dialisi per 4 pazienti

Noi e la Salute

 

Al Policlinico di Bari uno dei primi trapianti di rene cross-over del programma deck.

Insert: Riccardo Guglielmi

Al Policlinico di Bari è stato eseguito un trapianto di rene incrociato (modalità cross-over) che permetterà di allungare la vita di quattro persone, evitando loro la dialisi, con l’utilizzo di un solo organo da donatore deceduto. Il programma seguito, che si chiama ‘Deck’ (DECeased-Kidney) e prevede l’uso di organi da donatore deceduto, ha innescato una catena di trapianti tra coppie immunologicamente incompatibili. Un aiuto importante per implementare i trapianti di rene da donatore vivente tra persone che, anche se legate affettivamente, sono spessoincompatibili tra loro.

“Oggi – ha detto il prof. Loreto Gesualdo, coordinatore del Centro Regionale Trapianti, nel corso di una conferenza stampa – stiamo vivendo una bella storia di emozioni fatta di uomini e donne, realizzata per la prima volta a Bari. Siamo entrati in una catena di donatori non consanguinei, che hanno messo a disposizione il proprio rene, e abbiamo così trapiantato quattro vite umane. La disponibilità di un donatore da cadavere di Genova ha permesso l’innesco della catena con trapianto di un ricevente di Padova la cui moglie, di 47 anni, ha messo ieri a disposizione il suo rene per una donna ricevente pugliese il cui marito, l’11 settembre, donerà a sua volta ad un’altra coppia incompatibile padovana. Il rene della coppia padovana sarà donato ad un ricevente in lista d’attesa da cadavere, che chiuderà la catena”.

La dottoressa Lucrezia Furian, della unità di Chirurgia dei trapianti di rene e pancreas dell’ospedale padovano, ha spiegato che l’eccezionalità del caso consiste nel fatto che “si è innescata una catena di trapianti tra coppie immunologicamente incompatibili” grazie al fatto che “un paziente ha potuto ricevere un organo da un soggetto deceduto e in questo caso la donatrice che voleva donare, ma il cui organo non era compatibile, ha donato ad un altro soggetto che a sua volta aveva un donatore con lui incompatibile”.

Ad eseguire per la prima volta in Puglia questo tipo di intervento è stata l’equipe del professor Michele Battaglia, direttore del Centro trapianti di rene del Policlinico. L’organo per il trapianto è arrivato a bordo di una auto della polizia stradale di Padova ed è stato trapiantato a Bari martedì pomeriggio.

redazionecorrierenazionale.net

fonte:TuttoSanità


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