Arte

Leonardo, parte la caccia ai segreti dei suoi disegni

di Paolo Martini

I disegni di Leonardo da Vinci (1452-1519) custoditi agli Uffizi, circa una trentina, senza più segreti. E’ questo l’obiettivo di un ambizioso progetto annunciato da Eike Schmidt, direttore della galleria di Firenze, che si dipanerà nel giro di un anno. Gruppi di disegni lasceranno periodicamente il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, dove sono conservati al riparo dalla luce e in condizioni di massima sicurezza, per essere inviati all’Opificio delle Pietre dure, il prestigioso laboratorio di restauro di Firenze, per essere sottoposti ad una grande campagna diagnostica con esami scientifici non invasivi.

Le analisi consentiranno di sciogliere i residui dubbi: se ad esempio i celebri disegni furono effettivamente realizzati tutti di pugno di Leonardo oppure se intervennero anche allievi della sua bottega.

“Nelle prossime settimane invieremo per analisi all’Opificio un altro famoso disegno di Leonardo, la ‘Testa di Vecchio con Giovane’, per gettare nuova luce sul funzionamento della mente di questo immenso artista”, ha annunciato oggi Schmidt durante la presentazione del sodalizio collaborativo tra Confindustria Firenze e Assolombarda che prende il nome di “Genio & Impresa”, in onore del quinto centenario della morte dell’artista-scienziato del Rinascimento, con un primo evento che si terrà venerdì 3 maggio a Palazzo Pitti a Firenze.

“All’insegna dell’instancabile spirito di ricerca che caratterizzò per tutta la vita il Genio di Vinci – ha spiegato Schmidt – quest’anno abbiamo dato via ad una grande campagna di indagine, con l’Opificio delle Pietre dure, sul celebre ‘Disegno 8P’, il primo paesaggio realizzato da Leonardo e da lui datato 5 agosto 1473. Questo ha consentito di scoprire tanti segreti della sua arte, oltre alla definitiva conferma del suo essere ambidestro. Adesso non possiamo fermarci: proprio per questo sottoporremo anche gli altri esami ad accertamenti diagnostici e magari scopriremo ancora nuovi segreti”.

Come già per il “Paesaggio 8P”, sarà possibile sottoporre le creazioni di Leonardo, via via, all’Opificio delle Pietre dure alle strumentazioni più sofisticate e all’avanguardia nel campo dei beni culturali, a partire dai raggi infrarossi con un modello molto avanzato, in grado di acquisire 32 bande cromatiche diverse, ideato dal Cnr-Ino (Istituto nazionale di ottica). Potrà essere usato anche un sistema innovativo di raggi X a fluorescenza, con illuminazione ad area anziché a punti localizzati come avveniva finora (in questo caso il prototipo è stato costruito dall’Istituto nazionale di fisica nucleare dell’Università di Firenze).

E potrà essere impiegato infine un rilevatore portatile di materiali organici (messo a punto dal Cnr Ifac, Istituto di fisica applicata). Naturalmente ci saranno le ‘classiche’ osservazioni al microscopio e l’utilizzo di fotodiagnostica ad elevatissima risoluzione, supportata dall’impiego di elaborazioni informatiche.

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