Cronaca

Vincent Lambert e il linguaggio improprio

Che brutto, però, che brutto che un problema serio, gravissimo, complesso, debba essere affrontato tirando in ballo uccellini, cani e bambini, e adoperando un linguaggio improprio, falso, anche se in buona fede. Mi riferisco all’articolo apparso su Avvenire del 6 giugno, “La vita abbandonata di Vincent Lambert. Chiediamolo ai bambini”. L’autore, Maurizio Patriciello, scrive:  “I bambini hanno accolto con entusiasmo l’invito a mettere sul davanzale delle finestre, sui balconi, nei cortili, una bacinella d’acqua fresca. Fa tanto caldo, l’aria è afosa, pesante, irrespirabile e gli uccellini, i cani, i gatti randagi faticano a trovare una fonte d’acqua per dissetarsi…Chiedi ad un bambino se sia giusto dare da mangiare e bere ad un ammalato che non ce la fa da solo e vedi che cosa ti risponde”.

Gentile don Patriciello, ai bambini bisogna dire la verità. Chieda ad un bambino se sia giusto impedire al suo cagnolino gravemente malato, di morire, alimentandolo artificialmente e lasciando che stia per anni e anni steso in una cuccia, senza la possibilità di correre, scodinzolare, abbaiare, mangiare, bere, sentire il gusto del cibo. Veda che cosa risponde. Oppure chieda ad un bambino se per lui, non per altri, sarebbe preferibile morire, anziché stare per anni e anni immobile in un letto, senza poter correre, scherzare, ridere, piangere e gioire, parlare, senza poter mai sentire il gusto di un gelato. Veda che cosa risponde. Ma siamo certi che siano domande da farsi ad un bambino? Non sarà più saggio, più giusto chiedere ad un adulto? Non riguardo alla sorte altrui, però, bensì alla propria sorte. Lasciamo stare bambini, cani e uccellini.

La sua domanda posta al bambino è ingannevole. Si parla genericamente di un ammalato, senza accennare alle condizioni in cui si trova Vincent Lambert.  Si parla di mangiare, ma questo è il significato del verbo: “Ingerire alimenti solidi o semisolidi masticandoli e deglutendoli: mangiare carne, pesce, verdura”. Lambert è alimentato artificialmente. Si parla di bere, ma il significato del verbo è: “Ingerire un liquido”. Vincent Lambert è idratato artificialmente. La proprietà del linguaggio in certi casi è un obbligo.

Renato Pierri 


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