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Adinolfi: “Duello Renzi-Salvini non sposta un voto, è irrilevante

Interviste & Opinioni

Turchia? Mi manda ai pazzi l’idea che adesso stanno tutti con la bandierina curda”

Adinolfi: “Duello Renzi-Salvini non sposta un voto, è irrilevante. Turchia? Mi manda ai pazzi l’idea che adesso stanno tutti con la bandierina curda quando dal 15 marzo 2011 ci sono oltre 500mila siriani uccisi in una guerra civile di cui nessuno ha alcun interesse. Ora scoprono che appena se ne va l’America cominciano i casini e oggi il buono è Assad, che era un dittatore sanguinario, perché sta dalla parte dei curdi, ma come sempre lo fa per i propri interessi. O noi capiamo quello che accade lì oppure siamo semplicemente ridicoli”

Mario Adinolfi, presidente del Popolo della famiglia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul confronto tv Renzi-Salvini. “Ho visto la sintesi giornalista e mi è bastata e avanzata. Conosco entrambi abbastanza per non essere sorpreso, hanno fatto le solite battute e battutine. Da 2400 anni a questa parte il gioco del circo ci diverte, ci diverte lo scontro tra gladiatori, ci diverte Roma-Lazio e Matteo contro Matteo. Non credo che abbia spostato qualche voto, rientra nell’ambito dell’irrilevante. La loro legittimazione reciproca è un meccanismo della politica. Renzi vale molto meno di altri partiti, ma non avrebbe avuto alcun appeal fare lo scontro tra Salvini e Zingaretti. Da questa cosa ne guadagnano entrambi, altrimenti non l’avrebbero fatta”.

Sull’offensiva della Turchia contro i curdi in Siria. “Mi manda ai pazzi l’idea che adesso stanno tutti con la bandierina curda quando dal 15 marzo 2011 ci sono oltre 500mila siriani uccisi in una guerra civile di cui nessuno ha alcun interesse. Molti neanche lo sanno. Se vogliamo parlare di politica estera non possiamo fare Roma-Lazio, non possiamo dire che Erdogan è cattivo e i curdi buoni. Tutto comincia perché l’occidente, quelli che oggi difendono i curdi, ci spiegavano quanto era bella la primavera araba, ora si sono accorti che la primavera araba apriva all’islamismo. Ora scoprono che appena se ne va l’America cominciano i casini e oggi il buono è Assad, che era un dittatore sanguinario, perché sta dalla parte dei curdi, ma come sempre lo fa per i propri interessi. O noi capiamo quello che accade lì oppure siamo semplicemente ridicoli. Usciamo da questo gioco dei buoni e dei cattivi, facciamo i giornalisti e spieghiamo qual è il problema. I curdi iracheni odiano i curdi siriani. Bisogna comprendere le dinamiche altrimenti si parla di Kurdistan, di popolo curdo che è polverizzato in mille frazioni. Se devi piangere, si pianga per la disgraziata guerra civile siriana che da anni sta insanguinando una zona nevralgica del pianeta”.


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