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I progetti delle tasche vuote

Interviste & Opinioni

L’Esecutivo PD/M5S le ha pensate tutte per coinvolgerci in un meccanismo fiscale che si basa, almeno per ora, su”accorpamenti”. Poi, vedremo. Nella futura legge di stabilità, si faranno specifici riferimenti sulla spesa pubblica. Ma non solo. A pagare sarà il contribuente.

 Dunque, non è detto che i presupposti per “rinvigorire” i livelli impositivi saranno limitati ai redditi medio/alti. Il tema fiscale resta in prima linea. Tanto da tenere ben vigile la nostra attenzione.

 Chi ha le leve del potere dovrebbe, però, usarle in modo più razionale. La mastodontica macchina dello Stato non può fermarsi; l’importante è che si muova nel senso giusto e senza sacrifici evitabili. Gli italiani sono, in generale, coscienziosi. Certo è che la “fiscalità” contrasta con la mancanza di lavoro.

 Dato che il livello di disoccupazione è sempre elevato, c’è da prendere in esame ciò che “frena” il lavoro. All’inizio d’autunno, ci chiediamo se non sia possibile trovare un percorso per dare “peso” alle necessità dei cittadini. Perché di certe opportunità non è possibile fare a meno.

Dopo gli eventi di questo breve periodo politico, ci sembra controindicato insistere su progetti che, poi, potrebbero rimanere utopistici. Meglio, sarebbe, tornare alla realtà del quotidiano. Favorendo i progetti; ma concretamente.

Bisognerebbe considerare la realtà presente nella Penisola. La nostra strada, sempre in salita, non ci porterà nel Paese dei Balocchi. Se Pinocchio fosse un personaggio dei nostri tempi, avrebbe il naso lunghissimo. E’ che nella politica economica nazionale non ci dovrebbe essere posto per i “progetti” non concretabili. Una riflessione che sarebbe opportuno non tralasciare nell’imminente varo della prossima “Finanziaria”.

Giorgio Brignola


(si apre in una nuova scheda)


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