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Ilva, Bentivogli (Film Cisl): Di Maio grida alle telecamere e tace davanti le multinazionali

Interviste & Opinioni

Ilva, Bentivogli (Film Cisl): “Di Maio è troppo abituato a gridare davanti alle telecamere e a tacere davanti le multinazionali. Un conto è blaterare in tv, un conto è garantire che si rispettino i patti. Arcelor ha posto due punti: lo scudo penale e la questione relativa al sequestro dell’alto forno 2. Questi sono due chip per riaprire il confronto, ma il governo non li ha in tasca perché la Lezzi ha detto che non voterà mai lo scudo penale. E’ nato tutto dopo le elezioni europee, perché in particolare in Puglia il governatore Emiliano e il M5S, per recuperare voti dopo il tracollo, hanno scelto di inseguire la partita dello scudo penale. Di Maio ha firmato l’accordo in cui c’è scritto che se si cambiano le regole il contratto può essere rescisso, quindi l’ha già smontata lui la battaglia giudiziaria”

Marco Bentivogli, segretario generale Fim-Cisl, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sull’ex Ilva. “Questa è la tipica follia della politica italiana che prima provoca i danni, poi cerca responsabilità sempre lontane da sé e va a invocare la via giudiziaria che è assolutamente inutile in questa partita –ha affermato Bentivogli-. Un governo in un accordo sindacale deve sempre essere garante, è chiaro che se ogni 6 mesi cambia le regole del gioco, cessa di essere garante e indebolisce tutti. Servire su un piatto d’argento un alibi per andare via è una cosa folla. Di Maio è troppo abituato a gridare davanti alle telecamere e a tacere davanti le multinazionali. Un conto è blaterare in tv, un conto è garantire che si rispettino i patti. L’azienda scarica sui lavoratori responsabilità che sono tutte del governo. Arcelor cerca il profitto, non conosco aziende che perseguano altre cose. Io ho incontrato Arcelor insieme al ministro Patuanelli e ad altri miei colleghi. Arcelor ha posto due punti: lo scudo penale e la questione relativa al sequestro dell’alto forno 2. Questi sono due chip per riaprire il confronto, ma il governo non li ha in tasca perché la Lezzi ha detto che non voterà mai lo scudo penale. E’ nato tutto dopo le elezioni europee, perché in particolare in Puglia il governatore Emiliano e il M5S, per recuperare voti dopo il tracollo, hanno scelto di inseguire la partita dello scudo penale. Arcelor allora si è rifatta sui lavoratori e ha chiesto 5000 esuberi. La storia dello scudo penale messo e poi tolto li mette in una posizione di vantaggio anche a livello giudiziario. Il 14 settembre 2018 Di Maio ha firmato l’accordo in cui c’è scritto che se si cambiano le regole il contratto può essere rescisso, quindi l’ha già smontata lui la battaglia giudiziaria. Altoforno 2? Il problema è che nel campo di colata di solito si arriva a realizzare degli impianti di automazione che evitano il contatto diretto con gli esseri umani, questo problema strutturale è anche nell’afo1 e nell’afo4. Quando si seguono tutte le procedure queste cose non possono accadere. Le prescrizioni dell’Afo 2 non furono rispettate dai commissari non da Arcelor. Anche per questo bisognerebbe ragionare con lucidità e freddezza. Inquinamento? Nella gran parte del mondo intelligente la produzione e l’ambiente non litigano. A tutta la gente che in questi anni ha perso la vita perché si è ammalata bisogna dare delle risposte che non siano chiudere tutto e lasciare disoccupazione e inquinamento, ma responsabilizzare chi ha fatto danni e fare in modo che l’impianto garantisca salute ed occupazione”.


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