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Primo Levi entra a far parte del museo letterario Spazi900

Cultura & Società

La Biblioteca nazionale centrale di Roma arricchisce ulteriormente la sua preziosa collezione.

In occasione del Giorno della Memoria 2020lunedì 27 gennaio, la Biblioteca nazionale centrale di Roma è orgogliosa di inaugurare un nuovo spazio dedicato a Primo Levi nel museo Spazi900, ideato e progettato da Andrea De Pasquale e curato da Eleonora Cardinale.
All’interno della seconda Galleria degli scrittori, tra chi ha vissuto direttamente e chi indirettamente i tragici eventi della Storia, di fronte alla sezione dedicata ad Alberto Moravia e Natalia Ginzburg, un nuovo spazio accompagnerà il visitatore alla scoperta della vita e dell’opera di Primo Levi.

Oltre a prime edizioni e documenti autografi, sarà possibile vedere una pagina autografa di Se questo è un uomo, rarissimo ed eccezionale testimone manoscritto dell’opera, recentemente ritrovato e acquisito dalla Biblioteca nazionale.

La pagina autografa di Se questo è un uomo è relativa alla parte conclusiva di Iniziazione, il capitolo non presente nella prima edizione del 1947 ma aggiunto nell’edizione del 1958 nel quale per la prima volta compare il tema della testimonianza: «che appunto perché il Lager è una gran macchina per ridurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare; che anche in questo luogo si può sopravvivere, e perciò si deve voler sopravvivere, per raccontare, per portare testimonianza; e che per vivere è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro, l’impalcatura, la forma della civiltà». Le parole sono dell’internato ex sergente dell’esercito austroungarico che, «per restare vivi, per non cominciare a morire», invita Levi a lavarsi «la faccia senza sapone», a «camminare diritti», a non «strascicare gli zoccoli». Strane cose all’orecchio di Levi che le accetta solo in parte e conclude il capitolo con due domande estremamente significative: «Di fronte a questo complicato mondo infero, le mie idee sono confuse; sarà proprio necessario elaborare un sistema e praticarlo? o non sarà più salutare prendere coscienza di non avere sistema?».
La pagina autografa presenta varianti e un finale differente rispetto alla stesura definitiva: il capitolo si conclude con un riferimento alla morte dell’ex sergente, poi eliminato nel testo andato in stampa.

La pagina appare un’eccezionale prova dell’intenso lavoro di riscrittura del testo da parte di Levi. Probabilmente proviene da un quaderno nel quale lo scrittore ha raccolto «le aggiunte autografe appositamente pensate per l’edizione Einaudi» del 1958, come rivela Giovanni Tesio che lo ha potuto visionare per un suo studio del 1977 sulle varianti del libro.
Sempre sul finire degli anni Settanta, Bianca Vallora, nella torinese Bottega del Borgo Nuovo, organizza una mostra sulla scrittura alla quale partecipano pure gli amici “Einaudi” con i loro autografi. Tra questi è presente anche Primo Levi che lascerà poi in dono a Bianca il manoscritto esposto: la pagina di Se questo è un uomo, divenuta oggi bene culturale di tutti.

Oltre a pannelli iconografici e biografici, il percorso espositivo è arricchito da due video che documentano il viaggio di andata e di ritorno da Auschwitz di Primo Levi, realizzati e gentilmente concessi dal Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino.

Dal 27 gennaio si può visitare la nuova sezione dedicata a Primo Levi anche virtualmente sul portale Spazi900 dal sito della Biblioteca: http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spazi900.


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