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Un uomo che non muore non è immaginabile

Cultura & Società

“Prima del peccato originale non esisteva la morte, dopo sì. Ergo con la creazione della morte (per scelta dell’uomo) viene corrotta anche la natura, che quindi può uccidere l’uomo. Le vorrei chiedere Renato quale altra spiegazione lei offre, qual è il punto di questa sua “lettera”? Ha trovato lei un’altra verità che si contrappone ai teologi della storia della Chiesa?”. E’ il commento di un lettore ad una mia lettera sul blog “Come Gesù”, intitolata: “Coronavirus? Colpa di Adamo ed Eva…”, nella quale sostenevo l’assurdità della trasmissione del peccato originale. 

Il lettore fa un’affermazione ingenua e mi fa una domanda ingenua. Risponderò prima alla domanda. Se al cuoco faccio osservare che mi ha portato a tavola una pietanza pessima, di pessimo sapore, il cuoco non mi deve invitare a cucinare una pietanza ottima, dall’ottimo sapore, che si contrapponga alla sua pietanza.  Semplicemente deve assaggiare la pietanza che ho trovato cattiva, e dirmi se ho ragione oppure ho torto. Chiaro? E veniamo all’affermazione: “Prima del peccato originale non esisteva la morte”. E come è possibile che gli uomini non muoiano, giacché destinati ad essere fecondi e a moltiplicarsi? (Gn 1,28). Non può esserci riproduzione se non c’è la morte. La morte della quale si parla nella Bibbia è necessariamente la morte spirituale, la morte dell’anima. Un uomo che non muore fisicamente non è immaginabile.

Riguardo alla corruzione della natura, ritengo assurdo, come già ho scritto, che il peccato dei progenitori possa aver modificato l’opera di Dio. In qualche modo è uno sminuire la potenza di Dio. Non è possibile.

Renato Pierri 


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