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Scontro fra Roma e Bruxelles sui coronabond

Economia e Finanza

Dopo un Consiglio Europeo teso e inconcludente, Von Der Leyen gela l’Italia: “È solo uno slogan, ci sono chiari limiti legali”. Dura risposta del governo. Conte: “Nessuno si salva da solo”. “Parole sbagliate” per Gualtieri che chiede un “grande piano Marshall europeo”. Poi un chiarimento che il Mef giudica “positivo”

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© Aris Oikonomou/AFP – Ursula von der Leyen

Dopo l’inconcludente Consiglio Europeo di giovedì, sale ancora la tensione tra Italia e Commissione Europea sui coronabond, dopo un’intervista della presidente dell’esecutivo comunitario, Ursula von Der Leyen, che ha definito “solo uno slogan” l’ipotesi di titoli garantiti da tutti i Paesi del blocco. Parole che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha definito “sbagliate”, mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa, ha invitato l’Unione Europea a essere “all’altezza della storia”.

In serata arriva la controreplica: una nota nella quale la presidente della Commissione europea afferma di “non escludere alcuna opzione nei limiti del trattato”. Una precisazione per la quale il ministero dell’Economia esprime “apprezzamento”.

Von der Leyen: “Non stiamo lavorando a questo”

La presidente della Commissione, in una intervista alla Dpa, la principale agenzia di stampa tedesca, esclude che una delle richieste del blocco dei paesi del sud sia sul tavolo: la parola coronabond “è uno slogan” – dice Von der Leyen – “ci sono limiti legali molto chiari, non è questo il piano, non stiamo lavorando a questo”.

Ma soprattutto, Von der Leyen condivide le preoccupazioni dei paesi del nord, che non vogliono condividere alcun rischio con i governi più indebitati: dietro ai coronabond “c’è la questione più grande delle garanzie – dice la presidente della Commissione – e in questo le riserve della Germania e di altri paesi sono giustificate”. “Alla Commissione – ha aggiunto von der Leyen – è stato affidato dal Consiglio il compito di elaborare il piano di ricostruzione, e questi sono i binari su cui stiamo lavorando”

Conte: “Non passerò alla storia come chi non ha fatto nulla”

“Non passerò alla storia come chi non ha fatto nulla. Mi batterò fino all’ultima goccia di sudore, fino all’ultimo grammo di energia per ottenere una risposta europea, forte, vigorosa e coesa” da parte dell’Unione europea”, ha detto il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa, parlando dell’emergenza sanitaria.

“L’Europa tutta deve essere all’altezza della sfida”, ha aggiunto Conte, che a proposito delle parole di Von der Leyen, sottolinea che “il compito delle proposte” non è stato affidato a lei e “ora c’e’ un dibattito in corso. Tutti i dibattiti” sono giusti, “ma qui c’è un appuntamento con la storia. Con una emergenza mai così inaudita”.

“Non c’e’ uno Stato membro che si salva da solo. Si tratta di dimostrarsi inadeguati o no. L’Italia è consapevole della reazione poderosa che la storia ci chiama ad operare”.

Gualtieri chiede un grande piano di ricostruzione europeo

“Le parole della presidente della Von der leyen, sono sbagliate, mi dispiace che le abbia pronunciate”, è la risposta di Gualtieri in conferenza stampa, “l’Europa tutta deve essere all’altezza della sfida”.

“L’Europa deve sostenere insieme ai Paesi lo sforzo straordinario economico legato all’emergenza ma poi è necessario uno sforzo comune senza precedenti per rilanciare l’economia, un grande piano di ricostruzione europeo, un grande piano Marshall per la ripresa che deve rilanciare l’economia e anche tener conto della necessità di fare tesoro di questa esperienza”, ha aggiunto il ministro.

La controreplica della Commissione

Dopo le polemiche sollevate dall’intervista all’agenzia tedesca, von der Leyen premette che “il Consiglio europeo ha incaricato l’Eurogruppo di presentare proposte entro le prossime settimane. La Commissione parteciperà a tali discussioni e sarà pronta a fornire assistenza, se sostenuta dall’Eurogruppo. Ciò è necessario poichè lo spazio fiscale per i nuovi strumenti è limitato” al quadro finanziario pluriennale che è in scadenza.

“Parallelamente, la Commissione sta lavorando a proposte per la fase di recupero nell’ambito dei trattati esistenti – si legge nella nota – come primo passo stiamo attualmente lavorando a una piena flessibilità dei fondi esistenti, come i fondi strutturali. Ciò fornirà supporto immediato”.

La Commissione “proporrà modifiche alla proposta del bilancio pluriennale della Ue che consentiranno di affrontare le ricadute della crisi del coronavirus – prosegue la nota – Ciò includerà un pacchetto di incentivi che garantirà il mantenimento della coesione all’interno dell’Unione attraverso la solidarietà e la responsabilità”. “In questo momento – conclude la nota della Commissione – il presidente non esclude alcuna opzione entro i limiti del trattato”. 

Il ministro “prende atto”: “Ora non c’è tempo da perdere”

“È positivo il chiarimento fornito dalla presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, che ha sottolineato come non sia esclusa nessuna opzione all’interno dei limiti definiti dai trattati”, fanno sapere fonti del Mef.

“Prendiamo atto del chiarimento fornito dalla Presidente della Commissione europea von der Leyen
rispetto alle parole sbagliate sui coronabond”, afferma poi in un tweet Gualtieri, che aggiunge: “Ora la Commissione lavori davvero a tutte le opzioni possibili, nessuna esclusa. Non c’e’ tempo da perdere”.

Un vertice drammatico

A tre giorni di distanza dal drammatico vertice dei leader di giovedì in cui i governi dell’Unione si sono spaccati in due fronti contrapposti, la presidente dell’esecutivo europeo ha concesso una sponda importante alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al premier olandese Mark Rutte. E ha bocciato la proposta di Italia, Francia e Spagna.

Al termine del vertice di giovedì scorso, durante il quale si è sfiorata la rottura, con Italia e Spagna che hanno respinto la bozza presentata da Charles Michel, i 27 erano arrivati a un compromesso sulle conclusioni in cui si dava mandato all’Eurogruppo di mettere a punto una serie di proposte entro 15 giorni. Ma la presa di posizione di von der Leyen allontana ogni possibilità che tra le ipotesi in campo ci sia quella proposta dall’Italia.

Da giorni le istituzioni europee, Commissione in testa, ripetono che per fare fronte alla crisi del coronavirus e alle conseguenze drammatiche sull’economia del continente saranno utilizzati “tutti i mezzi necessari”. Nelle conclusioni del Consiglio di giovedì i 27 hanno messo nero su bianco che “La pandemia di Covid-19 costituisce una sfida senza precedenti per l’Europa e per il mondo intero” e assicurano l’adozione di “tutte le misure” che servono.

La stessa Von der Leyen solo pochi giorni fa, intervistata da una radio tedesca, aveva detto che i coronabond erano una opzione sul tavolo. Apertura che era stata fatta filtrare anche dalla Bce, che aveva fatto sapere che anche Christine Lagarde sarebbe stata favorevole all’emissione di coronabond come eventualità una tantum.

Il vero problema è il dopo

La presidente della Commissione nei giorni scorsi ha ottenuto dai 27 la sospensione delle regole del Patto di Stabilità e invitato i governi a spendere “tutto quello che sarà necessario” per affrontare una crisi che non ha precedenti. Tuttavia le regole fiscali per il momento sono solo sospese il che significa che i paesi che dovranno indebitarsi moltissimo per far fronte all’emergenza presto o tardi dovranno tornare al rispetto delle regole.

La questione che divide i due fronti, insomma, è come finanziare il debito pubblico gigantesco che sarà generato dalla risposta che i paesi devono dare sul fronte sanitario e per sostenere economicamente cittadini e imprese di fronte a uno scenario che si annuncia drammatico.

Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Irlanda, Grecia, Lussemburgo e Slovenia chiedono “uno strumento di debito comune a beneficio di tutti gli Stati membri” per affrontare quello che si annuncia uno scenario catastrofico. Ma Germania, Olanda, Austria e Finlandia si oppongono. E su questo punto il pressing dei nordici sembra avere fatto effetto sulla stessa von der Leyen.


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