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Affitti brevi, Italianway: il Governo ascolti il settore extraalberghiero

Imprese costrette a licenziare. “Il Governo ci sostenga o l’Italia rischia di perdere un patrimonio difficile da ricostruire”

Noi e il Condominio

Introduzione della cassa integrazione o del FIS (Fondo di Integrazione Salariale) anche per i lavoratori del settore extra alberghiero. Accesso al credito facilitato per far fronte alla copertura momentanea dei costi fissi incomprimibili.

E ancora: credito d’imposta per mancati ricavi per perdite superiori al 20% rispetto all’anno precedente; moratoria delle rate di finanziamenti in essere per investimenti e sospensione temporanea adempimenti fiscali.

Sono alcune delle richieste presentate al Governo da Marco Celani, AD Italianway e portavoce di “Italia Startup”, a nome delle aziende italiane top player del settore extra alberghiero, nell’ambito del tavolo di lavoro sulla crisi del turismo ai tempi del coronavirus, tenutosi il 4 marzo presso il MiBACT, alla presenza della Sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi.

Italianway è una start up innovativa prop-tech del settore turismo-hospitality. Ha contrattualizzato finora circa 1000 immobili di cui oltre 700, tra appartamenti, ville e residenze d’epoca in tutta Italia. Celani aveva già incontrato riservatamente la Sottosegretaria Bonaccorsi per discutere proposta di riforma del settore extra alberghiero, annunciata dal Governo prima dell’emergenza coronavirus.

Il tavolo di lavoro del 4 marzo scorso, convocato per discutere dell’emergenza “coronavirus”, è stata l’occasione per ribadire ancora una volta le proprie richieste al Governo.

“Il principale costo dei property manager è il personale” spiega Celani. “La richiesta è quella di essere equiparati al settore alberghiero per quanto riguarda la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali per un periodo limitato. I property manager non sempre sono identificati con un codice Ateco specifico, spesso risultano essere società di gestione immobiliare, di servizi o agenti immobiliari.

Nel comunicato stampa, pubblicato al termine del tavolo di lavoro, l’AD di Italianway indica le priorità da seguire: “Al fine di mantenere la capacità produttiva di tutto il settore che in Italia vale almeno 2,5 miliardi in termini di valore delle prenotazioni dirette, circa 10 miliardi a livello di indotto (imprese di pulizie, manutenzioni, ristorazione, esperienze, cultura, trasporti, travel in generale ecc) e annovera circa 200mila host privati e 20mila operatori professionali sarebbe opportuno ricomprendere nelle misure di accesso agli ammortizzatori anche le società di servizi ai property manager (ad es pulizie e manutenzioni) che impiegano molto personale, per evitare che si sciolgano e non siano in grado di riprendere l’attività al momento della ripresa. Il FIS non è sufficiente. È necessario uno strumento con dotazione finanziaria”.

Da qui l’appello al Sottosegretario, anche in vista del nuovo disegno di legge sugli affitti brevi, che prevede, tra l’altro, una stretta su Airbnb (con il limite di tre appartamenti in affitto come soglia massima per non essere considerati impresa) e l’obbligo del codice identificativo per tutti.
“Il Governo ci sostenga o l’Italia rischia di perdere un patrimonio di competenze specifiche delle piccole e medie imprese difficile da ricostruire. Se gli imprenditori saranno costretti a licenziare per mancanza di alternative il PIL potenziale del settore ancora inespresso (soprattutto a livello fiscale) potrebbe andare perduto per lungo tempo”.

Giuseppe Nuzzo


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