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Il Bari in attesa di un segnale per ricominciare a giocare

Sport & Motori

Questa che si apre oggi è una settimana, forse, decisiva ai fini della prosecuzione del calcio in Italia. Venerdì prossimo 3 aprile, infatti, la Lega Pro, attraverso una conference call, inizierà un primo giro d’orizzonti con i sessanta club per cercare di trovare un comun denominatore da proporre in sede di Consiglio Federale che, nel bene o nel male, prenderà una decisione definitiva.

A tal proposito i De Laurentiis sono favorevoli alla conclusione dei campionati adottando il sistema attualmente in atto, in quanto il Bari è secondo in classifica e sta lottando strenuamente per la promozione in serie B nonostante i nove punti da recuperare alla Reggina per i quali arrivarci direttamente appare assai complicato, ma, se non altro, la squadra di Vivarini, partirebbe parecchio favorita in caso dei playoff in quanto li inizierebbe da seconda classificata con tutti i vantaggi che ne scaturirebbero, vale a dire salto diretto ai quarti di finale con cui se la vedrebbe con la peggiore classificata del turno precedente, e con il beneficio di giocare la gara di ritorno in casa propria con la possibilità di accedere alle semifinali nel caso di pareggio o di parità di punteggio. Insomma, il Bari non vuol assolutamente mollare, né farsi ammaliare da sirene pericolose.

Le alternative proposte dalla Lega sono tre. Dando per scontato che una ripresa del torneo a porte aperte appare assai improbabile, rimarrebbe vivida quella di ricominciare a giocare senza spettatori anche se si ignora la data in quanto, di questi tempi, non c’è certezza alcuna a causa del proliferarsi del maledetto virus. Sarebbe una ipotesi – scrive la Gazzetta del Mezzogiorno – quella di tornare a giocare ad inizio di maggio tenuto conto che si dovrà entrare in campo per ben diciotto volte tra le otto gare regolari per terminare il torneo, e dieci per affrontare i playoff anche se al Bari ne dovrebbero bastare quattordici mantenendo la seconda posizione e, così facendo, il torneo non terminerebbe prima del 20 luglio. Se, invece, il campionato dovesse riprendere a maggio inoltrato, si sforerebbe a fine luglio, vale a dire il termine ultimo imposto dal Presidente Gravina. La Lega Pro, addirittura, ha avanzato una terza ipotesi, ovvero quella di riprendere a giocare a settembre sfruttando i due mesi che rimangono della stagione attuale così da ricominciare con un nuovo campionato, ma questa ipotesi appare di difficile attuazione.

Il “fermo” del campionato in corso appare come un’ipotesi disastrosa che, tuttavia, non si può escludere se dovessero continuare a mancare le condizioni che consentirebbero ai giocatori di calpestare l’erba dei terreni da gioco in assoluta sicurezza. E il “Palazzo” pare non essere deciso a mettere da parte gli attuali meccanismi dei verdetti finali.

I numeri, che poi sono quelli che contano sempre, dicono che il Bari, all’attualità, è secondo in classifica con sessanta punti e, sempre al momento, è la migliore tra le seconde dei tre gironi di serie C, ma nei giorni A e B ci sono tre turni ancora da giocare e, addirittura, alcune squadre che devono recuperare quattro partite. Insomma, se si dovesse optare per una soluzione draconiana attraverso al quale la squadra di Vivarini dovesse, d’ufficio, essere promossa in B, è assolutamente certo che si prospetterebbe una coda processuale a colpi di carte bollate e di ricorsi, come è giusto che sia, intendiamoci. Un’altra ipotesi è quella di allargare il numero delle promozioni ma anche questa ipotesi appare di difficile attuazione. L’unica cosa certa che la famiglia De Laurentiis è intenzionata ad andare a fondo del problema ponendosi l’obiettivo la promozione in B del Bari.


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