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Estate 2020, Franceschini: vacanze sì, ma diverse

Cronaca

di Marco Castelli

La gestione dell’emergenza Covid-19 in Italia è ormai giunta alla cosiddetta fase 2, alle attività già consentite se ne aggiungeranno altre tra qualche settimana ma in tanti si chiedono cosa ne sarà delle prossime vacanze estive. Non che il riposo da marzo ad oggi sia mancato, seppur riposo forzato, ma il culto della villeggiatura estiva, ovviamente, è cosa ben diversa.

Durante un’informativa al Senato sulle iniziative di contrasto al Covid-19 il ministro del Turismo Dario Franceschini ha chiarito che le vacanze estive 2020 saranno diverse rispetto a come le conosciamo, in quanto nei prossimi mesi nessuno può pensare di tornare alla piena normalità. Probabilmente le vacanze saranno consentite solo all’interno del territorio nazionale ma non è chiaro se ci si potrà spostare da una regione ad un’altra.

Già il governatore della Sicilia Musumeci, nei giorni scorsi, ha parlato di turismo autoctono (intra-regionale) e nessuno tutt’oggi sembra avere dati certi per confermare che non sarà così in tutta Italia. Evidentemente occorre ancora attendere per capire cosa succederà nelle varie aree d’Italia.

Il Governo sarebbe in attesa di ricevere informazioni da parte del Comitato tecnico-scientifico impegnato nell’emergenza coronavirus e solo dopo potrà fornire regole chiare in un settore (quello turistico) che incide con forza sul Pil italiano ma che, al momento, è “in ginocchio”. Franceschini ha aggiunto che dovrebbero essere le autorità europee a fornire regole comuni per gestire un’epidemia che non conosce confini.

Al di là di quanto ci si potrà allontanare da casa per le vacanze, Franceschini ha chiarito che le regole di distanziamento interpersonale e di sanificazione degli ambienti saranno imprescindibili. Si andrà in vacanza con le mascherine, questo pare chiaro, e il turismo straniero potrebbe essere inesistente.

Riguardo il capitolo risorse, il Ministro ha parlato di aiuti alle famiglie e alle imprese turistiche (un tax credit altrimenti chiamato “bonus vacanze”), di forme di tutela per i lavoratori stagionali e di sostegno agli operatori (forse anche a fondo perduto) che subiscono cali di fatturato rispetto alla precedente stagione turistica. Secondo Franceschini, inoltre, bar e ristoranti dovrebbero essere esentati dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico.

Insomma, si dovrebbe poter andare al mare, in montagna o nelle città d’arte con i dovuti accorgimenti, cercando di salvare il salvabile.


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