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Festa dell’Europa  

Politica italiana

Markus Krienke 

Esattamente 70 anni fa, il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman proclamò la sua famosa “Dichiarazione Schuman” che a tutti gli effetti diede inizio a ciò che conosciamo oggi come Unione Europea. Il piano fu elaborato da Jean Monnet, responsabile del Piano modernizzazione dell’economia francese, e divenne la base per la concreta realizzazione della visione politica dei tre “Padri dell’Europa” Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e appunto Robert Schuman. Tra tutte le idee e concetti discussi all’epoca per come riorganizzare l’Europa (dell’Ovest) distrutta da due Guerre mondiali, questi tre grandi statisti che ebbero poco tempo per conoscersi ma scoprirono immediatamente una completa coerenza dei loro principi e valori politici, riuscirono a realizzare un’Europa della comunità degli Stati che decisero – all’inizio erano i sei Paesi Italia, Francia, Germania e gli Stati Benelux – di collaborare insieme su una determinata industria chiave, ossia quella del carbone e dell’acciaio.

La produzione fu sottoposta a un’Alta Autorità composta da tutti gli Stati che aderivano, con al fianco un Consiglio dei ministri. Questo elemento di gestione “verticale” fu completato dall’elemento “orizzontale” di un’assemblea comune. In questo modo fu superata la “vecchia logica” europea di “patti” o “trattati” tra gli Stati che funzionarono sulla logica dell’inclusione ed esclusione, e furono poste le basi per la graduale crescita della comunità europea a partire dalla molteplicità degli Stati. Adenauer, De Gasperi e Schuman preferirono la strategia di singoli passi costanti e persistenti: «L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme, essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto», così un passaggio centrale della “Dichiarazione”. Infatti, Adenauer, De Gasperi e Schuman dovevano accettare che solo poco dopo l’entrata in vigore della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca) un altro loro progetto fallì: la Comunità europea di difesa (Ced), che del resto avrebbe previsto già una sorta di Parlamento più articolato e una Costituzione, istituendo la Comunità politica europea (Cpe), non fu ratificata dal Parlamento francese.

Ma la base della Ceca, come ha dimostrato la storia, era solida e realizzò quella solidarietà soprannazionale che ha superato definitivamente una politica che vede nello Stato nazione la suprema attuazione del potere sovrano: se al centro della politica sta la Persona, lo sguardo è già orientato verso una comunità dei popoli, che a sua volta non deve essere organizzata in forma centralizzata ma secondo il principio di sussidiarietà. Dignità umana, solidarietà e sussidiarietà, come si vede, erano quindi i valori sulla base dei quali Adenauer, De Gasperi e Schuman trovarono un’intesa diretta e immediata. Tutti e tre li hanno scoperti nello studio dei testi delle encicliche sociali Rerum novarum (1891) e Quadragesimo anno (1931), per fondare l’Europa sui principi dell’etica della Persona.


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